Oggi a fare la lotta di classe sono rimasti solo i ricchi. Non hanno mai smesso di combattere. Sono sereni, organizzati e metodici.
I ricchi possiedono una cosa che gli altri non hanno più: lo sguardo lungo. Pensano in generazioni, non in anni.
I ricchi combattono senza chiedere permesso a nessuno. E vincono. La loro tattica è semplice quanto efficace: far credere a tutti che la lotta di classe sia roba vecchia, volgare, inutile.
Invece i poveri si sfogano nei commenti sui social cazzari e la classe media si consola con il 3×2 al Lidl. Meglio va a giornalisti e intellettuali, assunti in blocco con l’indeterminato come camerieri del consenso neoliberale.
E allora, puntuale come il Girasagre alla buvette, vi ripropongo questa cosa scritta non troppo tempo fa: https://ittica.org/le-ragioni-del-capitale-si-possono-pure-comprendere-ma-subito-dopo-bisogna-combatterle/ .
Victor Hugo diceva che la storia non è che una lunga ripetizione: un secolo plagia l’altro. Vero. Come è vero che in tutta la storia ci sono sempre state le guerre e continueranno ad esserci.
Ma perché ostinarsi a ripetere la storia? Perché non incominciarne una nuova? Alle persone non manca la forza di cambiare. Forse è la volontà il problema.
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