Una cosa è certa, dopo il voto nelle Marche: l’idea del PD che fosse possibile dare la prima spallata al governo era una cagata pazzesca. Se va bene, finirà tre a tre e ciascuna coalizione si terrà le regioni che già aveva. Se va male, saranno cazzi amarissimi per il campo largo*.
L’Italia è questa roba qua. E chi non vuole #donnamadrecristiana e il #girasagre, ma poi se ne sta sul divano a grattarsi i coglioni che fanno capolino dalla mutanda lassa, un po’ piciu lo è di suo. Oddio, è anche vero che pensare di votare il PD, sperando nel cambiamento di paradigma socioeconomico, è un po’ come pensare che il t-rex di Masio cacci il grano per il Torello.
Allora come se ne esce? Con la fuffa sovrana e popolare di Rizzo? Andando ancora più a destra con il generalissimo o Bandecchi? Ma certo che no!
Più che un’elezione, la sfida tra Ricci e Acquaroli è sembrata il derby tra due squadre di promozione: pochi spettatori e tanto fango, soprattutto quello che i due candidati si portavano da casa.
Date retta a uno che vive in Barriera: vota sempre meno gente. Nelle Marche si è passati dal 59% di votanti al 50% in cinque anni. E le prossime tornate elettorali regionali, voto più voto meno, confermeranno il trend dell’astensione.
Vorrei tanto andare avanti e approfondire, ma mi accorgo che anche a me è uscita una palla, pertanto mi ricompongo e metto su un John Wick qualsiasi. Perché la catarsi è importante.

