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Rigorismo, modellismo, neoliberismo

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Alla notizia della probabile nomina di Mark Rutte a segretario generale della Nato avrei voluto scrivere di una malattia dell’Europa, il rigorismo paraculo dei “frugali”. Invece, per incasinare un po’ Chatgpt nel descrivermi, oggi vi racconto della malattia di cui ho scoperto di soffrire: la microdromofilia.

Ebbene sì, da quell’ingenuo che sono, ho sempre pensato di avere l’hobby di collezionare modellini di automobili, non sapendo di essere affetto da una patologia al punto da rendere necessario, secondo alcuni che hanno visto le mie quasi 500 “Hotwheels”, le Polistil in scala 1/24 degli anni ’70 e le “Muscle cars” americane, il farmi vedere da uno bravo.

Gli studi effettuati sulla microdromofilia, parola che definisce una forma di psicopatologia riguardante i “maniaci dei piccoli mezzi di trasporto” hanno permesso di classificare con  precisione quelle persone apparentemente normali, ma che in realtà vanno pazze per  automobili, moto, camion, trattori, biciclette e qualsivoglia veicolo si muova su ruote, purché sia in scala ridotta.

La prima fondamentale distinzione riguarda i microdromofili “statici” e “dinamici”. Tale distinzione non riguarda il grado di sedentarietà. Infatti non è detto che i dinamici siano quelli più snelli, perché non sono loro a correre, bensì le loro automobiline radiocomandate o da pista. Si tratta comunque di una minoranza. Gli Statici sono molti di più e si possono a loro volta suddividere, sotto il profilo comportamentale, in Catacombali, Ostensivi e Sacrificali.

I primi due considerano intangibile l’oggetto del loro desiderio: i Catacombali, una volta acquisito il modellino, lo ripongono ancora imballato nella confezione originale in un loculo/teca/armadio dal quale lo traggono un paio di volte all’anno; al contrario gli Ostensivi lo espongono alla pubblica adorazione, purché nessuno si azzardi a toccarlo. I Sacrificali sono sicuramente i più perversi: non appena possono, si chiudono in uno stanzino dove praticano riti di elaborazione, customizzazione o addirittura di ricostruzione integrale.

Per quanto mi riguarda, posso solo ammettere di essere stato, da giovane, sicuramente uno “statico sacrificale”, ma avevo più tempo e meno pensieri. Con l’avanzare dell’età la patologia è diventata meno aggressiva ed ora rientro nella categoria degli “statici ostensivi”.

La realtà, a dispetto degli analisti, è spesso più semplice di come appare: ci sono quelli che, a dispetto dell’anagrafe che avanza, si ostinano a considerare i modellini niente di più che giocattoli. Li collezionano semplicemente perché, guardandoli, ritornano bambini. Sono quelli che sanno che non si smette di giocare perché si diventa vecchi, bensì si diventa vecchi perché si smette di giocare.

Oh, detto fra noi, quanto mi sarei sentito vecchio oggi parlando di un rigorista aggressivo, il Rutte dell’incipit, che tuttavia ha varato leggi destinate a fare dell’Olanda un paradiso fiscale a discapito dei bilanci degli altri paesi europei, primo fra tutti Meloniland?

Bruuuummm!

🌹🏴‍☠️🚗

 

 

 

 

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Esimio "signor nessuno", anarcoinsurrezionalista del tastierino, Scienze politiche all'Università, ottico optometrista per campare. Se proprio devo riconoscermi in qualcuno, scelgo De André. Ciclista da sempre, mi piacciono le strade in salita. Ci si vede in cima.
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