Ittica Newspolitica italianaRivoluzione CulturaleSocietà e Cultura

Non si deve rinunciare a lottare, ma bisogna farlo con qualcuno, non per qualcuno

1 Mins read

L’informazione critica e ben fatta esiste.

Problema n°1: come si porta quest’informazione a un numero sufficientemente alto di persone, in modo da generare un effetto volano che produca l’elaborazione di una coscienza critica?

Se non vogliamo parlare di coscienza di classe,  ché il passo successivo non sia mai che possa essere la lotta, potremmo armocromisticamente girarci intorno, chiamandola “coscienza della reale situazione sociale, politica ed economica”. Così può andare? Da qua in avanti però è tutta salita. Roba che le citazioni ad cazzum del Girasagre su Adamello e Tonale sembrano la rampetta del mio box di casa.

E infatti…

Problema n°2: come si crea una base elettorale?
Grillo (e Casaleggio) ci è riuscito dal nulla. #iosonogiorgia arrivando da numeri da prefisso telefonico. Il Cavaliere partendo da zero. Il Girasagre dal 4%.

Mi sa tanto che qua si (ri)propone un nodo o, per meglio dire, un cappio.

Problema n°3: da oltre 30 anni a sinistra:
– Non c’è un progetto;
– Non ci sono leader preparati (su qualunque aspetto dell’attività politica, figurarsi poi sull’economia);
– Non si sa comunicare (Weber, Lasswell: almeno le basi);
– Non c’è nessuno che arrivi da, faccia parte di o viva effettivamente a contatto con gli strati popolari che dovrebbe rappresentare.

In sintesi: la destra vince in Italia e nel mondo perché a destra sono più bravi a fare politica?
Direi di no.

La destra vince perché la sinistra socialdemocratica e/o liberalsocialista molto semplicemente non esiste.

2 a 0 a tavolino, perché la squadra non si è presentata o perché è stata incapace di accendere i riflettori per illuminare il campo da gioco. Anzi, ha dimenticato che per giocare si deve scendere in campo e non raccogliere firme on line per accigliati appelli sottoscritti da signori che vivono in qualche dipartimento universitario, magari pure all’estero.

Come ricordavo ieri, commentando il saggio di Tommaso Nencioni sul concetto di crisi, è pur vero che per superare la china di un eventuale ritorno alla conflittualità, di sicuro non quella che si esprime attraverso gli slogan e qualche vetrina rotta, servirebbe tornare ai fondamentali: Partito e militanza. Vale a dire teoria ed elaborazione pratica. Questo se si volesse veramente voltare pagina per non continuare ad alimentare il misunderstanding che nasce dall’ostinarsi a inserire il PD nel mondo della sinistra.

Sennò davvero, la lotta di classe (à l’envers) lasciamola fare a papà Elkann!

🌹🏴‍☠️🍿

 

281 posts

About author
Esimio "signor nessuno", anarcoinsurrezionalista del tastierino, Scienze politiche all'Università, ottico optometrista per campare. Se proprio devo riconoscermi in qualcuno, scelgo De André. Ciclista da sempre, mi piacciono le strade in salita. Ci si vede in cima.
Articles
Related posts
Ittica NewsSocietà e Cultura

Cottarellismo vs melonismo: l'ennesima "trasformazione" italiana

2 Mins read
Siamo un paese senza cultura e senza memoria storica. “Sulla scheda scrivete solo Giorgia” ha recentemente sollevato l’ennesima polemica. Questa volta il…
elezioniIttica News

La libertà in politica è scegliere, ma la felicità è essere scelti

2 Mins read
Manca meno di un mese alle elezioni e l’ansia da prestazione sale. Stante il fatto che in Regione non voterò nessun candidato…
Ittica Newspolitica italianaSocietà e Cultura

La faccia come il chiulo parte II

2 Mins read
In Italia è in atto una svolta illiberale. Il governo Meloni, supportato dal caravanserraglio di nostalgici, rosiconi, binari e fallocefali che lo ha…
Entra nella Ittica Community

Non perderti i contributi dei nostri autori e rimani aggiornato sulle iniziative ittiche!