Alle regionali l’unica cosa che cresce è l’astensione.
Questi i dati :
– Veneto 55,4 %
– Campania 57,83 %
– Puglia 58,2 %
Che legittimità possono avere presidenti e assemblee elette in questo modo?
Dalle percentuali ai votanti rispetto al voto regionale del 2020:
– Veneto: circa 700.000 elettori in meno
– Campania: circa 570.000 elettori in meno
– Puglia: circa 510.000 elettori in meno
In totale i divanisti a vario titolo sono stati oltre 7,2 milioni di cittadini su un totale di 12,8 di aventi diritto.
Praticamente li hanno votati parenti, amici, committenti di appalti e paraculati vari.
E mentre il Paese non vota più, i politici festeggiano.
Il calo dei votanti è ormai inarrestabile e questa tornata elettorale non ha certo offerto motivi per invertire la tendenza.
D’altra parte, come è ormai consuetudine, gli “alternativi” erano al banchetto con i soliti noti.
Un esempio: in Campania chi si professa anticasta ha corso con Mastella e De Luca. Ma quant’ è bbello ‘o campo largo!
Un altro: Decaro in Puglia è uno che da europarlamentare ha votato tutto il votabile a favore del riarmo targato War der Leyen: proprio come i pronipoti del qncə!
Forse però la prova provata del fatto che chi si è rotto il cazzo e sta a casa un po’ di ragione ce l’ha è data dalle dichiarazioni di Giani, neo governatore piddino della Toscana, in campagna elettorale.
È stato proprio il “derivato” renziano ad affermare che la sintesi politica e programmatica in Regione sarebbe venuta dopo il voto. In pratica, una negoziazione post elettorale in cui le forze politiche non si uniscono su un progetto condiviso prima del voto, ma pesano sul documento futuro in proporzione al risultato ottenuto. E questo, come ha fatto giustamente notare l’esponente di Sinistra Progetto Comune Antonella Bundu, non è un programma comune, ma un mercato del consenso.
Il “campo largo” così inteso non è più un progetto politico, ma un problema di geometria variabile che serve a ricomporre pezzi di potere e clientele, a garantire strapuntini e prebende, in nome dell’eterno gattopardismo italico.
Giusto giusto un anno fa cercavo, da cittadino più che da addetto ai lavori, di fare un po’ di chiarezza qua: https://ittica.org/le-dioscure/.
A distanza di un anno posso solo aggiungere che il cittadino medio sta sul divano con la mutanda lassa, ma non guarda destra e sinistra che litigano come coppie a “Temptation Island”.
Più la politica diventa fiction, più gli elettori scappano. Nel frattempo i leader si autoproclamano vincitori e il sipario della democrazia si chiude tra gli applausi di percentuali che fanno da paravento al vuoto dell’offerta politica.
Dai su, come si fa a festeggiare il baratro tra cittadini e istituzioni?
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