L’astensione ha vinto. Di nuovo.
Il primo partito d’Italia non ha un simbolo. Non ha un segretario. Non tiene congressi. Si chiama “non sono andato a votare” e ieri ha fatto il pieno anche alle comunali, con un’affluenza nazionale intorno al 60% e Venezia che scende parecchio rispetto al 2020. Qualcuno dirà che è fisiologico, che alle comunali va sempre così. Bugiardi o stupidi: la tendenza è strutturale e accelera.
Il punto politico vero è un altro. Quel voto mobile, giovane, arrabbiato che si era attivato sul referendum di marzo, quello che aveva fatto sognare una rimonta al campo largo, non si è trasferito sulle comunali. L’elettorato identitario e organizzato del centrodestra invece è uscito di casa, ha fatto la fila e ha votato. Come sempre.
Questo è il problema cronico della sinistra italiana: performa solo sotto adrenalina. Senza mobilitazione emotiva alta, l’armata è allo sbando. Il referendum era una battaglia. Le comunali erano amministrazione. E l’amministrazione non scalda i cuori di chi non vede il PD e gli alleati come l’alternativa al paradigma del profitto per pochi.
Nell’ultima settimana, da sinistra e da quasi tutti i media padronali, era arrivato un racconto univoco: a Venezia vincerà il Campo Largo. E’ andata diversamente. Le proporzioni della vittoria della destra sono nette e raccontano il fenomeno che accomuna la politica fatta nelle stanze del potere: l’autoreferenzialità di chi se la canta e se la suona.
Dunque chi esce rafforzato?
Meloni e i Fardelli sicuramente. Le minchiate per fasciocchi di Donzelli, Bignami e Delmastro sui vari social ne sono la prova.
Tajani probabilmente sì, soprattutto al Sud: il nuovo sindaco di Reggio Calabria è roba sua e il 65% è un numero che parla da solo.
Salvini molto meno: la Lega arranca ovunque e nessuno finge più di non vederlo. A Venezia il Girasagre ha racimolato un misero 4,7%: meno di AVS!
Schlein non è sconfitta strategicamente. È qualcosa di peggio: è ridimensionata nella narrazione. Il “vento favorevole” si è rivelato ancora una volta una corrente d’aria in un corridoio. Li hanno visti arrivare. E non li hanno votati.
Il resto è commento da Bar Sport.
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