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La cultura del sospetto

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Non sono iscritto al PD né ad altro partito riconducibile alla galassia sinistrorsa.

Non avendo una storia di militanza da vantare, non mi è sembrato il caso di votare alle primarie e non l’ho fatto. Diamine, che se le chiudano da soli le finestre di quel salone tutto spifferi!

E comunque la scelta tra un renziano e la sua vice in Regione faceva un poco ridere. O no?

E infatti…

A distanza di qualche mese, a parte un rinnovato  radicalismo sui diritti civili, elemento che ha portato all’allontanamento di alcuni cattolici, non ho constatato alcun cambiamento né sulle tematiche sociali, né sulla guerra in Ucraina.

Si continua insomma ad inseguire il modello Biden (la guerra per procura) e non Lula. Per dire.

Mi sbaglierò sicuramente, ma credo che l’unica rottura prodotta dall’elezione di Schlein sia quella di coglioni da parte del partito delle tessere, corrente tra le correnti del PD. A proposito di spifferi.

A mio modesto avviso in futuro il nome della sinistra sarà sempre più “socialismo”. E capiterà al di fuori dei partiti che pretendono di esserne gli eredi ideali (risata sarcastica). E al netto dell’ennesimo film di Veltroni (grassa risata).

Secondo la rivista Jacobin, “il consenso al socialismo come sistema economico ideale è più forte tra le persone di età compresa tra 18 e 34 anni, indipendentemente dal paese. L’adesione totale (fortemente d’accordo e d’accordo) sul fatto che il socialismo è il sistema economico ideale tra le classi di età comprese tra 18 e 34 anni varia dal 43% negli Stati Uniti al 53% nel Regno Unito.”

In effetti, è un trend planetario, i giovani non hanno ricevuto dal capitalismo di stampo neoliberista particolari vantaggi. Al contrario, devono fare i conti con una società in uno stato di crisi economica e ambientale che rischia di essere fatale non solo ai povery, ma pure ai ricchi. A meno che Musk e Bezos riescano a completare per tempo la terraformazione di Marte.

Per queste ragioni diventa necessario pensare ad un’alternativa realizzabile attraverso i nuovi orizzonti che la parola socialismo può esprimere. La questione “cambiamento e socialismo” va ben oltre il PD e relativi satelliti a sinistra. E anche, permettetemi, oltre le visioni neocolonialiste di certi megaricchi.

Tuttava Jacobin è una rivista letta da persone con una cultura medioalta, benestanti e già orientate politicamente. Che dire invece del primo partito di maggioranza relativa (45%), l’astensione?

Basterebbe che il 50% della massa di astenuti riprendesse ad avere fiducia in un’idea di società onesta e solidale – mica in quei due babbioni cisgender etero di Marx o Lenin – e si potrebbe radere al suolo la baraccopoli del  basic pensiero della destra. Altroché ruspe!

Se è per il bene comune, contate pure su di me. Se è per raccogliere le briciole dalle tovaglie di fiandra, passo.

Sono in quella fase della vita in cui, parafrasando Oscar Wilde, non sono abbastanza vecchio da credere a tutto e non abbastanza giovane da credere di sapere tutto. Sono la tipica persona di mezza età: sospetto di tutto.

🌹🏴‍☠️

 

 

 

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Esimio "signor nessuno", anarcoinsurrezionalista del tastierino, Scienze politiche all'Università, ottico optometrista per campare. Se proprio devo riconoscermi in qualcuno, scelgo De André. Ciclista da sempre, mi piacciono le strade in salita. Ci si vede in cima.
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