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La cultura che resiste

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4 modelli, 4 esempi di resistenza all’impatto del virus sulla nostra società che vedono l’arte come protagonista. Sono esempi accomunati dall’alleanza tra settori diversi della società, tra pubblico e privato o dalla messa in comune tramite piattaforme. Ben due di questi progetti vedono Torino come città promotrice. 

  1. Mondo dell’impresa – Nasce 𝐀𝐬𝐬𝐨𝐩𝐚𝐭𝐫𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐨, la “Confindustria” del patrimonio dei beni culturali, un’alleanza tra pubblico e privato finalizzata alla promozione e valorizzazione del patrimonio artistico italiano. Voluta da decine tra associazioni, enti e fondazioni con lo scopo di disporre di un organismo per l’interlocuzione con il MiBACT retto dal ministro Dario Franceschini. Tra le iniziative un master in restauro e nuovi sviluppi dell’applicazione Mycicero, il portale per visitare l’Italia.
  2. 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐮𝐥𝐭𝐚 – si tratta di una realtà che ha già diversi anni, ma il patto delle imprese di Torino ora si allarga a comprendere tutto il Piemonte. È stato sottolineato come in questa difficile fase di emergenza sanitaria, le Aziende e gli Enti Soci della Consulta di Torino sentano una grande responsabilità sociale che anima e sostiene il mecenatismo etico di Consulta fin dalla sua fondazione. Unire le forze imprenditoriali su obiettivi comuni per investire nel recupero e nella valorizzazione del patrimonio storico-artistico è stata la strada imboccata per prima da Torino.
  3. 𝐋𝐚 𝐦𝐮𝐬𝐢𝐜𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐠𝐢𝐫𝐚 – ll coordinamento di addetti ai lavori della musica cosiddetta “leggera”, formatosi a marzo e che opera attraverso una piattaforma digitale, ha formulato un documento programmatico per trovare risposte alle emergenze dettate dalla pandemia e per innescare una riforma strutturale di tutto il settore. “Non si tratta di un sindacato né di un’associazione di categoria”, si legge nel testo programmatico, “ma di una piattaforma di confronto tra lavoratori, imprenditori e professionisti della musica e dello spettacolo che vogliono fare tutto il possibile per rispondere alle conseguenze negative della crisi in cui ci troviamo e stimolare una riforma definitiva del settore”. 
  4. 𝐂𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥 𝐖𝐞𝐥𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐞𝐫 – promuove il valore dell’arte sulla salute e sul benessere delle persone, dando rilievo alla valenza sociale oltre che estetico dell’arte. L’arte cosi concepita non è solo per l’elite, ma diventa parte della vita quotidiana ed è a supporto delle fasce più fragili della popolazione. L’associazione nasce a Torino con l’idea di portare la cultura nei luoghi di cura e la salute nei luoghi della cultura. L’attività dell’associazione  si pone l’ obiettivo di influenzare le politiche della cultura, oltre che la pomozione di progetti nazionali e internazionali sul tema.

Certo, il rischio di queste associazioni è quello di attirare fondi senza produrre risultati oppure quello di creare lobby a scapito di chi non ne fa parte, ma il rischio opposto è quello di disperdere in mille progetti energie senza uno sguardo di insieme e senza la possibilità di incidere sulle politiche nazionali per la cultura e di portare l’innovazione a livello di sistema.

Link utili:

https://www.artribune.com/professioni-e-professionisti/2020/07/cultura-che-resiste-al-covid-dalla-confindustria-del-patrimonio-ai-lavoratori-della-musica-uniti/

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