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Il Mercosur: la disfatta del sovranismo

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Il MERCOSUR (Mercado Común del Sur) è un’area di libero scambio che comprende Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay. L’accordo con l’UE prevede la riduzione o l’eliminazione dei dazi su un’enorme quantità di prodotti agricoli e zootecnici sudamericani diretti verso il mercato europeo.

È questo un modello che premia scala, intensità e standardizzazione. Immettere nel mercato europeo carne bovina e pollame sudamericani a dazio ridotto — prodotti con costi, regole e controlli non comparabili— non significa stimolare la concorrenza. Significa rendere la produzione locale antieconomica.

E qua arriva il capolavoro tragicomico del governo Meloni, un esecutivo di patrioti da conferenza stampa che nella realtà è la brutta copia dei repubblichini di Salò: gli uni collaborazionisti dei nazisti, gli altri della Commissione Europea a trazione crucca. Infatti sono gli stessi che urlavano “prima l’Italia” e che ora vergano “prima i mercati”. Brutta cosa l’abitudine.

Quelli che promettevano di difendere il Made in Italy, dandone anche il nome al Ministero, hanno accettato di dissolverlo nel mercato globale. E allora, cari patrioti di ‘sta cippa, il Mercosur significa una cosa sola:

– prezzi agricoli italiani schiacciati;

– chiusura di aziende;

– dipendenza alimentare strutturale;

– trasformazione del contadino in folklore per gli svolazzi concettuali di Lollocoso e del cibo in commodity finanziaria.

Altroché sovranità alimentare! Qui siamo alla sudditanza alimentare programmata.

Ma attenzione, questa non è incompetenza. È peggio. È coerenza con il modello neoliberale europeo, quello che sacrifica la produzione reale sull’altare dell’export industriale tedesco e delle catene globali del valore. L’Italia agricola viene offerta come moneta di scambio: voi prendete le bistecche brasiliane al retrogusto di glifosato e altra mmerda, così gonfiate che sembrano arrivare dritte dritte dalla “granja” di Schwarzenegger, noi esportiamo qualche macchinario e siamo tutti felici. O quasi.

Meloni ancora una volta dimostra di essere arrivata tanto in alto perché è una funzionaria obbediente. Oggi di von der Leyen, domani di Trump. E così via, fino a quando qualcuno con un po’ di potere vero le ricorderà che aver studiato all’alberghiero vuol dire mettersi a disposizione.

Il governo che accetta il Mercosur è un governo che ha già deciso chi deve morire: economicamente, socialmente e territorialmente. Se è vero che ancora una volta vincerà il mercato (basta vedere quanti liberalotti nostrani esultano), a pagare saranno allevatori e contadini, la piccola impresa, i territori interni, la qualità del cibo e infine tutti noi che non ci potremo permettere la macelleria “solo carni italiane scelte”.

Il sovranismo non è stato sconfitto. È stato venduto. Un urrà per Giorgia!

🌹🏴‍☠️

 

 

 

 

 

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Esimio "signor nessuno", anarcoinsurrezionalista del tastierino, Scienze politiche all'Università, ottico optometrista per campare. Se proprio devo riconoscermi in qualcuno, scelgo De André. Ciclista da sempre, mi piacciono le strade in salita. Ci si vede in cima.
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