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I vestiti non significano nulla, finché le persone non iniziano a usarli come bandiera

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Mezza Europa è in sciopero.

Prima il Regno Unito, poi la Francia e ora la Germania scendono in piazza. Le motivazioni sono tutte legate alla precarizzazione del lavoro, ai salari da schifo e alle pensioni che diventano miraggi.

In Italia invece i giornaloni padronali e la sinistra rosa chemical parlano sottovoce di tutto ciò che rischia di svegliarci dal “sogno” neoliberista. Figurarsi poi l’andare a pensare che il governo Meloni possieda una parvenza di destra sociale, tutto preso com’è a farsi dettare l’agenda Draghi dall’Europa, istruzioni sulla WWIII comprese.

Le lunghe e ripetute contestazioni in Gran Bretagna sono passate sotto traccia. Si è detto qualche cosa della Francia e vedremo per la Germania. Da noi il tema bipartisan per sviare il discorso dai dieci milioni di poveri presenti nel Paese è la maternità surrogata.

Simpatici tutti, davvero! Non sia mai che anche in Italia si scopra la potenzialità di uno sciopero che unisca i lavoratori e che superi la durata di un giorno o che non sia il classico venerdì da agganciare ad un weekend arcobaleno a Roma.

Intanto i lavoratori della GKN hanno manifestato a Firenze senza alcuna copertura mediatica. Però possono sempre sperare di affittare un utero per soddisfare il desiderio di essere genitori. Povericomelammerda, ma vuoi mettere la gioia di crescere un figlio tra cassa integrazione, quando dice bene, e la nuova “Misura di Inclusione Attiva”, ossia il RdC “rimodulato” targato Meloni?

In Italia si vive ogni giorno sul filo del paradosso.

Chi fino a ieri tuonava contro l’agenda Draghi, ora governa applicandola un po’ ad cazzum una pagina alla volta. Chi sta all’opposizione, la fa al suo stesso programma. In mezzo il paese reale, sempre più povero e sfiduciato.

Insomma, dando uno sguardo a destra e a manca, non si può fare a meno di notare, in punta di sarcasmo, come si conduca una vita felice vaneggiando di globi terracquei nella stessa misura in cui ci si cala dalla comfort zone della ZTL a tuonare sì di povertà, purché sia quella degli altri.

Siamo un paese di specchi. O, se preferite, un sogno in tailleur giacca e pantalone.

🌹🏴‍☠️🩷🖤

 

 

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Esimio "signor nessuno", anarcoinsurrezionalista del tastierino, Scienze politiche all'Università, ottico optometrista per campare. Se proprio devo riconoscermi in qualcuno, scelgo De André. Ciclista da sempre, mi piacciono le strade in salita. Ci si vede in cima.
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