Ma li avete visti gli scappati di casa del governo a Napoli, appena finito il comizio per Cirielli? Come se fossero in un dopo partita scapoli vs ammogliati e non in un presidio politico di quelli che guidano il Paese, queste sciagure umane si sono messe a saltare al tempo di “Chi non salta comunista è”.
La scena è sempre la stessa: gente elegante fuori ma brutta dentro che per tre minuti decide di diventare ultras, saltellando con la grazia di un condizionatore che vibra sul balcone.
Manco il tempo di parlare di legge di bilancio che toglie ai poveri per dare ai ricchi e dell’Europa che si consegna al riarmo guerrafondaio ed eccoli lì, trasformati in comparse di un filmaccio dei fratelli Vanzina.
Il messaggio è chiaro: quando finiscono gli argomenti, iniziano i cori da stadio. E Napoli, che di teatro ne ha già in abbondanza, si ritrova pure questo spettacolo off.
Che poi, oh, ognuno ha il diritto di sfogare le sue nevrosi come vuole, anche se dubito che il loro terapeuta gli abbia consigliato di farlo inanellando figure di merda.
Dai su, vedere quella foca di Tajani rischiare di fare venire giù tutto con la sua pinguedine o quell’altra con gli indicini tesi, solo a me fa pensare che dovrebbero avere almeno il pudore di ricordarsi dove sono? Non in curva, non al karaoke e neanche in un video TikTok. Sono istituzioni, cazzo! O almeno così ci avevano detto.
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