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Braccia rubate all’agricoltura

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Non ci sono buone nuove per chi pensa che la sinistra liberalliberista sia sempre preferibile alla destra populista, nazionalista e revisionista.

Così, mentre l’esito del voto in Finlandia e Bulgaria segna una decisa virata a tribordo in Europa, nel “mare nostrum” del Friuli Venezia Giulia Fedriga viene riconfermato dal 63%  del 55% degli aventi diritto al voto: fate voi i conti su quanto sia rappresentativa oggi la democrazia in Italia.

In linea con quanto si è verificato alle recenti politiche:

➡️ il primo partito è quello dell’astensione;

➡️ l’alleanza tra il PD e i 5* fa perdere voti agli uni e agli altri;

➡️ Calenda e Renzi sono rilevanti solo per Confindustria e relativo codazzo di giornaloni padronali.

Trent’anni e oltre spesi a sinistra nell’ inseguire il trionfalismo del modello tecnofinanziario, cianciando dall’alto di monete miracolose che ci avrebbero fatto “lavorare tutti un giorno in meno guadagnando come se lavorassimo un giorno in più”, per ottenere di essere superati a destra, con due rutti e un braccio teso, da scappati di casa e fuorusciti dai tombini a cui non par vero di essere dove sono. E un po’ si vede, dai!

A parte l’ineffabile Girasagre, uno la cui presenza in qualsiasi governo ne fa immediatamente la tara sulle competenze di tutta la squadra, mi sento di dire che pure i Giorgia boys non se la cavano male nel ring delle cazzate buttate lì a dissimulare.

C’è una ragione per tutto questo ciarpame pseudo ideologico, un tempo confinato tra gli avvinazzati del Bar Sport o ai raduni di Predappio? Certo che sì!

È dai tempi della “Bestia” creata dallo spin doctor leghista Morisi – poi caduto in disgrazia per i festini gay con bamba, vittima del suo stesso giocattolo – che assistiamo all’uso consapevole e spregiudicato di una comunicazione orientata alla distrazione di massa e contemporaneamente alla fidelizzazione della massa critica di pensatori binari e/o fallocefali.

La formula “trt” – tv, rete, territorio – la trinità alla quale la creatura della Lega si è affidata con indubbio successo pare essere stata importata dal governo Meloni unitamente starter pack nostalgico Rampelli/Sangiuliano.

Lo scopo è sempre lo stesso: sfruttare fino all’osso ogni evento o puttanata uscita da cloache solo apparentemente incaute in un gioco continuo di specchi riflessi.

La polemica sulla qualunque incentiva il botta e risposta, fa girare la merda nei tubi, riduce la politica a dissing, aiuta a colonizzare il dibattito pubblico e allontana dai temi, dando in pasto a una cronaca giornalistica golosa di clickbait argomenti secondari, o addiritura non pertinenti, per tener lontana l’attenzione dal vero nocciolo della questione: l’incapacità di quest’armata Brancaleone a gestire gli interessi del Paese, fatti salvi quelli delle conventicole economicofinanziarie dei soliti noti e quelle viepiù imbruttite che aspirano a magnà senza pagà.

A pensarci bene, tra il “choosy” di Fornero e il “divano” di Lollobrigida non c’è tutta quella distanza culturale che il nuovismo della  sinistra da ZTL, al solito, vorrebbe farci percepire.

Può darsi che noi, lavoratori ed eterni subalterni, dobbiamo rassegnarci all’idea di non andare oltre un istituto tecnico o al “liceo agrario”. Tuttavia ci piace immaginare che sia possibile rovesciare il modello di una società divisa tra chi ha più pranzi che appetito e chi ha più appetito che pranzi.

E poi si vedrà a chi toccherà andare a zappare la terra!

🌹🏴‍☠️👨‍🌾💥

 

 

 

 

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Esimio "signor nessuno", anarcoinsurrezionalista del tastierino, Scienze politiche all'Università, ottico optometrista per campare. Se proprio devo riconoscermi in qualcuno, scelgo De André. Ciclista da sempre, mi piacciono le strade in salita. Ci si vede in cima.
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