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Ah, ma non è Landini?

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Se non si trattasse di posti di lavoro e di famiglie in odor di perdita della dignità, si potrebbe scherzare citando un vecchio detto piemontese: “Quando si aspetta il prete, vuol dire che la fine è vicina”.

Invece è stato proprio l’arcivescovo di Torino, Monsignor Roberto Repole, l’unico a usare parole chiare e nette, con una lettera pubblicata sul sito web del settimanale diocesano “La voce e il tempo”, scoprendo le carte di Tavares e Elkann.

https://vocetempo.it/repole-ai-vertici-di-stellantis-rilancio-o-ridimensionamento-per-torino/

Era dai tempi del foglio ciclostilato di Marchionne, il famoso “piano industriale di rinascita” del 2010 sventolato da un fin troppo entusiasta Fassino, che non si assisteva ad un bluff così palese. Eppure, se non fosse stato per Repole, anche questo giro di carte farlocche sarebbe passato inosservato.

Una cosa è certa: il sindaco Lo Russo, tra un taglio di nastro e l’altro, ha preso per buone le balle di Stellantis.  Per non parlare di Landini. Se è vero che il PD torinese trova sempre un nuovo punto di caduta, per cercare una spiegazione al silenzio imbarazzante del segretario della CGIL, tocca un po’ a malincuore pensare male.

Già muto in occasione della vicenda Magneti Marelli, pare ora di capire che a Landini importi più non dare fastidio al capitale che combatterlo. Il perché è evidente: il sogno del segretario della CGIL è quello di diventare il leader della sinistra, possibile solo con il supporto dei giornaloni gestiti da Exor, la cassaforte di casa Agnelli, di cui John Elkann è CEO. Inoltre, non va dimenticato, il baldo giovane ricopre anche il ruolo di Presidente in Stellantis. Con buona pace degli operai.

Bene, io il mio peccatuccio l’ho commesso e magari sbaglio l’analisi. Tuttavia, giunti a questo punto del racconto, sono ragionevolmente sicuro che Monsignor Repole mi assolverebbe.

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Esimio "signor nessuno", anarcoinsurrezionalista del tastierino, Scienze politiche all'Università, ottico optometrista per campare. Se proprio devo riconoscermi in qualcuno, scelgo De André. Ciclista da sempre, mi piacciono le strade in salita. Ci si vede in cima.
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