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L’America è ovunque. Non hai nemmeno bisogno di andarci. È lei che viene da te.

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“Nella mia lettera del 1° maggio – prosegue – ho indicato che la nostra stima migliore era che il Tesoro non sarebbe stato in grado di continuare a soddisfare tutti gli obblighi del governo entro l’inizio di giugno, se il Congresso non avesse alzato o sospeso il limite del debito prima di quel momento. In quella lettera, ho anche notato che è impossibile prevedere con certezza la data esatta in cui il Tesoro non sarà in grado di pagare tutti i conti del governo”.

“Con le ulteriori informazioni ora disponibili, scrivo per segnalare che il Tesoro probabilmente non sarà più in grado di soddisfare tutti gli obblighi del governo se il Congresso non avrà agito per aumentare o sospendere il limite del debito entro l’inizio di giugno, e potenzialmente già il 1° giugno”, avverte la numero uno del Tesoro, spiegando che “queste stime si basano sui dati attualmente disponibili, ma le entrate, le spese ed il debito federale potrebbero variare rispetto a stime”.

“Abbiamo appreso dalle passate impasse del limite del debito che aspettare fino all’ultimo minuto per sospendere o aumentare il limite del debito può causare gravi danni alla fiducia delle imprese e dei consumatori – avverte Yellen – aumentare il costo del credito a breve termine per i contribuenti ed avere un impatto negativo sul rating degli Stati Uniti. In effetti, abbiamo già visto aumentare notevolmente gli oneri finanziari del Tesoro per i titoli in scadenza all’inizio di giugno”.

“Se il Congresso non riuscisse ad aumentare il limite del debito – ribadisce l’economista ed ex Presidente della Fed – causerebbe gravi difficoltà alle famiglie americane, danneggerebbe la nostra posizione di leadership globale e solleverebbe interrogativi sulla nostra capacità di difendere i nostri interessi e la sicurezza nazionale”.

Ora prendete la matitina e…

800mln di persone (l’Occidente) stanno combattendo una guerra per procura (più altre in tutto il globo terracqueo di cui si parla meno) contro 3,5/4MLD di persone più o meno organizzate e più o meno cooperanti (BRICS, BRIICS, BRIKT).

Il “club” dei paesi emergenti è sicuramente pieno di contraddizioni, a cominciare dal fatto che comprende anche la Russia, bersagliata dalle sanzioni e con un presidente incriminato dalla Corte penale internazionale.

A partire grosso modo dal 2009 i paesi succitati sono diventati un blocco geopolitico più coeso, con i rispettivi Governi che si riuniscono annualmente in vertici, almeno per ora, formali.

Andando oltre le sigle, i loro scazzi reciproci e prendendoli tutti insieme, i paesi del “non Occidente” occupano  un posto sempre più importante nell’economia mondiale. In termini di PIL a parità di potere d’acquisto, la Cina è l’economia più grande, l’India è terza, la Russia sesta e il Brasile ottavo. Insieme rappresentano il 31,5% del PIL mondiale a parità di potere d’acquisto, mentre la quota del G7 è scesa al 30%. Se aggiungiamo pure Indonesia, Corea del Sud, Iran e Sud Africa, si supera di gran lunga il 40%.

Ecco, ora posate la matitina e guardate il disegno che ne è venuto fuori:

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Esimio "signor nessuno", anarcoinsurrezionalista del tastierino, Scienze politiche all'Università, ottico optometrista per campare. Se proprio devo riconoscermi in qualcuno, scelgo De André. Ciclista da sempre, mi piacciono le strade in salita. Ci si vede in cima.
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