Un genocida che segnala un gangster alla commissione del Nobel per la Pace! Questa le batte tutte, almeno fino alla prossima.
Ebbene sì, pare proprio che Bibi Netanyahu abbia candidato Donald Trump al Nobel per la Pace. Sì, proprio lui: l’uomo del muro col Messico, di Alligator Alcatraz e delle bombe sull’Iran in barba al diritto internazionale.
Da Bibi, maestro del cinismo elettorale, la cosa non stupisce. Dopo tutto Trump gli ha regalato il mattatoio di Gaza, ha benedetto gli insediamenti illegali e ha fatto carta straccia dell’accordo sul nucleare iraniano. Altroché pace! Con questi due è come se un piromane candidasse un altro incendiario a capo dei vigili del fuoco solo perché una volta ha spento una candela.
A dirla tutta, il Nobel a Trump è coerente con i tempi: la guerra è pace, la verità è propaganda e la diplomazia è un tweet da ego ipertrofico. Ma almeno una buona notizia c’è: con Trump e Netanyahu chi fa satira di mestiere non rischia la disoccupazione. Per tutti gli altri sono risate amare.
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