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La giustizia fai-da-like

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Allora, c’è questo Charles Bronson de noantri che corca una risorsa molesta in strada. Fin qua tutto bene, perché nonostante la retorica peace&love dei sinistrelli dei quartieri belli, nelle città di questi baluba ne abbiamo collezionati di ogni e ci sta che qualche patriota si senta giustificato a sfoltirne le fila.

Vi dico una cosa: se mi fossi trovato sotto casa un tizio che rompeva la minchia come pare facesse questo da settimane, un po’ di giustizia fai-da-te gliel’avrei somministrata pure io. Solo non a favore di telecamera. In Barriera quelli che non votano VannaXi non sono divi da action movie. Il nostro è un approccio più intimista.

Il problema di Giuseppe Barboni, così si chiama l’Avenger in quota a Futuro Nazionale protagonista del video, non è l’impulso. Quello è vecchio come le periferie e chiunque abbia vissuto in una città sa che la tolleranza ha un limite fisico, non ideologico.

Il problema è la sceneggiatura, ovvero un esperto di MMA con tanto di medaglie, ex candidato sindaco trombato a San Benedetto del Tronto con la sua lista personale dal nome che è già un programma: “Tolleranza 0”. Barboni è uno che parla di ronde cittadine e di “legione straniera” a garanzia della sicurezza delle persone e che, come vuole la tradizione di ignoranza che sta affondando questo paese, è stato più volte ospite di Cruciani.

Ma vediamo nel dettaglio il copione andato in scena sabato sera 11 luglio. Si vede un uomo che sta mangiando un gelato intento a discutere con un migrante iracheno che sta impedendo lo scorrimento del traffico. La prima vittima è la bicicletta del migrante, scaraventata lontano senza troppi complimenti. Poi, vista l’insistenza molesta dell’uomo nel disturbare automobilisti e passanti, Barboni passa alle vie di fatto. Infine pubblica il video dell’accaduto, come se il pestaggio fosse un contenuto e non un reato, rimediando un incremento esponenziale di visibilità e di follower.

Cari compagnucci boldriniani , mi spiace deludervi, ma questo non è squadrismo: Barboni se l’è cavata benissimo da solo. Quella che voi vedete come l’ennesima manifestazione di fascio all’uscio altro non è che violenza urbana trasformata in trailer con tanto di ufficio stampa. Così, mentre voi sorseggiate un Traminer all’apericena cercando di scrivere un soggetto credibile, i fan del generale menano le mani per scalare la classifica della “feccia” (cit. Roberto Vannacci).

I curricula di Futuro Nazionale si stanno moltiplicando. Quello di Barboni è la versione fai-da-like. Genio!

E ora un’ultimissima postilla: da quello che si vede nel video sembrano esserci elementi che potrebbero portare a contestare  un’aggressione aggravata. Se il tizio malmenato di brutto da Barboni si trova un avvocato appena decente e gli fa causa, ha buone possibilità di ottenere un risarcimento, perché in quello che ha fatto il Van Damme marchigiano non c’è neppure una virgola dell’articolo 52 del codice penale che riguardi la legittima difesa.

Per dire quanto sono teste di culo.

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Esimio "signor nessuno", anarcoinsurrezionalista del tastierino, Scienze politiche all'Università, ottico optometrista per campare. Se proprio devo riconoscermi in qualcuno, scelgo De André. Ciclista da sempre, mi piacciono le strade in salita. Ci si vede in cima.
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