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Ma che memiamo a fare, se la realtà sta sempre un passo davanti a noi?

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Che poi, diggiamolo, fare meme sul cascamorto ciuffato e compagna, su quanto è fascio ‘Gnazio o pirla Donzelli, sulle idiozie a nastro proferite dal Girasagre o sulle arrampicate lessicali di Schlein non è proprio la stessa cosa che schiodare i culi dal divano e fare rete tra le persone per cercare, in qualche modo, di arrivare ad essere rappresentati da una classe politica poco poco migliore di quella attuale.

Ma lasciamo perdere per un momento i nostri “campioni” e vediamo cosa succede oltre l’uscio di casa.

Allora vediamo…

C’è un vecchio, uno che sembra il paziente di una RSA per ricchi, ma che disgraziatamente è anche l’uomo più potente del mondo, che ha appena chiesto al suo CdA (il Congresso) di approvare uno stanziamento di ulteriori cento miliardi di dollari per Israele, Ucraina e altri alleati indo-pacifici (?). Sono cifre da paura (nel vero senso della parola) che vanno sommate al restante budget di morte che, con 870 miliardi di dollari, rappresenta quasi un terzo della somma record di 2.240 miliardi spesi nel 2022.

Per l’anziano la sua dimora è la “nazione essenziale”, l’ultimo baluardo di civiltà contro i tiranni e i terroristi “accomunati dall’odio per le democrazie”. Di qui la necessità di combattere fino in fondo la battaglia per far “vincere la libertà”. E fin qua potrebbe pure andare.

Immaginatevi le alternative:

a) camicione lungo, barba coranica d’ordinanza e moglie/i intabarrata/e  come Belfagor a progettare sgozzamenti di infedeli e esplosioni nei centri commerciali;

b) occhi a mandorla e giacche dal taglio approssimativo, a cercare di conciliare Mao e capitale. Wow! Peccato lo facciate attraverso il ricorso alla censura e alla sorveglianza di massa, ma c’è sempre tempo per migliorare. Infatti avete abolito i limiti di mandato per la presidenza.

È pur vero che le preoccupazioni del quotidiano fanno perdere a noi poracci concentrazione e interesse, ma quel che proprio non dovrebbe passare, almeno per chi si sforza di leggere questo eterno presente tentando di darne un’interpretazione “ostinata e contraria”, è il sottotraccia. Vale a dire l’idea non solo del nonnetto, ma anche dei suoi badanti, che la guerra non è più un evento congiunturale, ma è divenuta un orizzonte permanente e che i rischi di un’escalation devono essere messi in conto come l’ingrossamento della prostata dopo i cinquanta.

Si prospetta, proprio come agli albori della WWII, una divisione del mondo in cui, alla contrapposizione tra democrazia e dittatura, si sovrappone uno scontro che potrebbe  diventare guerra di religione  E voilà, un attimo e si torna alle Crociate. Non male eh?

Questa impostazione “a regredire” ha i suoi piccoli effetti collaterali, quali le vittime civili, le distruzioni e la miseria quella vera, ma cazzo gliene al vegliardo. Infatti dal suo studiolo bianco come un sepolcro l’ottuagenario ci ha ricordato nientemeno che “quando mandiamo in Ucraina equipaggiamento dei nostri magazzini, i fondi vengono impiegati per ricostituire i nostri arsenali con armi Made in Usa, missili Patriot fabbricati in Arizona, proiettili d’artiglieria fabbricati in 12 dei nostri Stati…”.

Questa è la realtà in cui viviamo, al netto del grezzume che circonda la premier e dell’avviso di scadenza targato Piersilvio, inviatole sotto forma del Gabibbo. Prendere atto che stiamo camminando nella merda con le infradito e assumere una posizione chiara a favore della pace dovrebbe venire spontaneo come l’atto del respirare. Solo così si inverte la narrazione. Invece ci sentiamo eroi quando “spariamo” un meme.

Inutile aggiungere che vale anche per me.

🌹🏴‍☠️

 

 

 

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Esimio "signor nessuno", anarcoinsurrezionalista del tastierino, Scienze politiche all'Università, ottico optometrista per campare. Se proprio devo riconoscermi in qualcuno, scelgo De André. Ciclista da sempre, mi piacciono le strade in salita. Ci si vede in cima.
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