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Il modello B

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Gli imbecilli sono talmente tanti che qualsiasi politico, nei suoi programmi elettorali, si rivolge prima a loro. Questa tornata europea (e regionale in Piemonte), per i personaggi che l’hanno dominata, per i toni con cui si è svolta e per i temi che non ha approfondito, sembra fatta apposta per allontanare defininivamente dal voto chi pensa e per favorire chi fa fatica a coordinarsi con i suoi due neuroni.

Elettori inadeguati, è risaputo, producono rappresentanti inadeguati. Rappresentanti inadeguati producono schiforme che riportano indietro l’orologio della Storia. Le schiforme producono leader che non sfigurerebbero in cartellone all’Ambra Jovinelli, tanto si avvicina il loro “carisma” all’avanspettacolo, ma forse è proprio il Paese ad essere diventato un palco per brocchi che ci credono e si fanno credere.

La diffusione di sciocchezze a nastro è da tempo il mood su cui si fondano le campagne elettorali e, più precisamente, da quando un guitto in fissa per il grano, il pallone e la gnagna è diventato l’eroe del medioman italico. È così che puttanate colossali come “un milione di posti di lavoro” promesso in occasione della discesa in campo o “i ristoranti sempre pieni”, detta nel bel mezzo di una crisi economica epocale, non solo non sono servite a risolvere i problemi, ma hanno implementato l’incapacità di comprendere la realtà in cui siamo immersi.

Alle europee, come tanti, farò veramente fatica a votare PD e/o dintorni. La verità è che, nel complesso, quel partito e quelli che lo appoggiano non mi rappresentano. Anche se farò uno sforzo su me stesso per votare candidati in cui non mi pare di intravedere il virus neoliberale proprio del cascame renziano e lettiano, non mi illudo. Sono conscio del fatto che seppure i socialdemocratici dovessero rovinare la festa a von der Leyen, sui “fondamentali” in Italia proprio non ci siamo.

Quando si vota alle europee, politica economica ed estera sono due fattori discriminanti da cui non si può prescindere. Travaglio, nell’editoriale di ieri sul Fatto, ha fatto le seguenti riflessioni che condivido pienamente: «[…] In 20 mesi di governo Meloni, il Pd di Schlein ha sempre votato come FdI, Lega e FI in Italia e in Europa sui temi cruciali di politica estera: sempre più armi a Kiev, riarmo Ue per una economia di guerra (anche con fondi del Pnrr e un nuovo Recovery militare), risoluzione von der Leyen per un conflitto infinito fino alla “sconfitta della Russia” e alla riconquista di tutti i territori occupati, Crimea inclusa. Una linea che più chiara non si può: quella di Enrico Letta (ma allora tanto valeva tenerselo). […] Idem sulla politica economica europea made in Gentiloni: Schlein attacca la Meloni perché ingoia il Patto di Stabilità lacrime e sangue firmato Gentiloni, su cui poi il Pd si astiene come FdI&Lega».

Come ogni volta, all’approssimarsi delle elezioni, le chat whatsapp della sinistra sono tutte un brulicare di messaggi, santini e pippotti celebrativi di questo o quel candidato, ma l’impressione di fondo resta quella del finto derby Elly-Giorgia di cui, per fortuna, ci è stata almeno risparmiata la versione televisiva targata Vespa. O della presenza, a tratti pure fastidiosa, di un coacervo di liste spazianti dal gramsciano doc all’unicorno tipo sardine che si ergono a paladine di tutti i diritti, purché sia dal loft.

Ed ora, per un attimo, mettetevi nei panni di un elettore di sinistra. Per decenni ha votato con incorruttibile certezza lo stesso simbolo, falce e martello. Poi, per altri trent’anni, ha votato di tutto e di più e ora si ritrova ad avere in lista Strada e Tarquinio, due pacifisti che dissentono in toto dalla linea non esattamente antibellicista della segreteria Schlein. È tuttavia anche vero che Travaglio, lungi dall’essere imparziale fustigatore del cialtronismo italico, sta tirando la volata a Conte e che il cosiddetto campo largo è andato a punto solo in Sardegna, ma in linea di massima è quest’acqua qua.

A ben guardare il nostro paese, si capisce perché un morto ha il suo nome nel simbolo del partito. L’Italia sta ancora in piedi solo perché non sa da che parte cadere.

Buon voto o decima che sia a tutte e tutti.

🌹🏴‍☠️

 

 

 

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Esimio "signor nessuno", anarcoinsurrezionalista del tastierino, Scienze politiche all'Università, ottico optometrista per campare. Se proprio devo riconoscermi in qualcuno, scelgo De André. Ciclista da sempre, mi piacciono le strade in salita. Ci si vede in cima.
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