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Copioni del cazzo!

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Ultime dal mondo: Usa e Israele bombardano l’Iran. Ma la serata dei duetti non c’è già stata?

Siamo nel 2026 e il prompt dei comandi della democrazia made in USA non è più il musical di prima serata, ma un remake di Apocalypse Now con fuochi d’artificio dal New Jersey fino a Teheran. Questa la trama della Season I: gli USA e Israele lanciano  attacchi aerei massicci contro l’Iran, uccidendo il leader supremo e colpendo obiettivi militari e nucleari in quella che hanno chiamato operazione “Ruggito del Leone” e “Furia Epica” (nomen omen).

Gli esportatori di democrazia

Gli USA, sempre pronti a vendere democrazia “fuori catalogo”, spiegano in conferenza stampa che questo non è un remake di Iraq o Afghanistan, ma una campagna veloce e chirurgica per “smantellare capacità missilistiche e nucleari”. Ma siccome gli sceneggiatori di Washington non si stancano mai, già parlano di “settimane” di guerra e di possibili truppe a terra, giusto per dare quel tocco di incertezza narrativa. Il sequel è garantito.

Il fedele alleato Netanyahu

Netanyahu, alias il macellaio di fiducia, legge il copione e recita le sue battute migliori: “finirà presto”, “raggiungeremo la pace”, “non sarà lunga”. Il suo è un classico twist narrativo: parole consolatorie per la platea internazionale, mentre la trama si infittisce. Anche per lui il sequel è d’obbligo. Hostel è arrivato a tre capitoli, Bibi saprà sicuramente fare meglio.

La realtà sul campo

Se nella finzione non si muore, nella realtà centinaia di persone sono state uccise,  migliaia di mortai, razzi e aerei stanno trasformando il Medio Oriente in un set di distruzione globale con risposte iraniane che colpiscono basi USA, città del Golfo e rotte commerciali cruciali. Preparatevi a un ritocchino delle bollette e al discorsetto di Gioggia il Presidento che scarica la responsabilità sui giudici.

Bombwood

Quello che vediamo è un b-movie bellico con morti civili e tensioni regionali: una sceneggiatura di potere che si ripete senza troppe variazioni in Afghanistan, Iraq, Siria e Iran. Tutto mentre a Washington e Tel Aviv si sorseggia bourbon, si rinnovano commesse e si contabilizzano i guadagni.

Che dire, alla fine gli yankee sono più scontati di un cinepanettone dei Vanzina.

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Esimio "signor nessuno", anarcoinsurrezionalista del tastierino, Scienze politiche all'Università, ottico optometrista per campare. Se proprio devo riconoscermi in qualcuno, scelgo De André. Ciclista da sempre, mi piacciono le strade in salita. Ci si vede in cima.
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