Ceuta è in Africa, ma per Gioggia, il Girasagre e VannaXi la geografia è un’opinione.
Partiamo dal dato oggettivo, quello che un bambino delle elementari saprebbe trovare col ditino su un mappamondo scolorito: Ceuta è un’ exclave spagnola, staccata dalla madrepatria e incastonata in territorio marocchino. Enclave lo è solo dal punto di vista di Rabat. Per dire.
Non è “Europa che frana sotto l’ondata migratoria”, ma Spagna murata dentro l’Africa, un residuo coloniale che Madrid tiene per orgoglio geopolitico mentre i marocchini lo rivendicano da decenni. Chi arriva a Ceuta non sta invadendo l’Europa continentale, sta semplicemente scavalcando un recinto che l’Europa stessa ha piantato nel cortile di qualcun altro.
Ma perché fermarsi ai fatti, quando c’è l’ennesimo sciacallaggio da consumare in prima serata? Gioggia e il suo codazzo di geoanalfaby hanno bisogno della fiala quotidiana di menzogne miste all’odio da diffondere, perché sennò che fanno, parlano del caro benzina o delle liste d’attesa? A loro non importa una sega se il container geografico è assolutamente farlocco. Quello che conta è che la paura arrivi in tempo per il telegiornale delle 20.
Così Sanchez, in questa liturgia cazzara, diventa il capro espiatorio perfetto: definirlo “governo di sinistra” suona come se la sinistra spagnola custodisse in un cassetto la chiave della decolonizzazione di due exclavi che l’estrema destra iberica difende con più zelo di chiunque altro. La realtà — Ceuta e Melilla restano un problema strutturale ereditato dal colonialismo che nessun governo di nessun colore ha mai voluto sciogliere — risulta troppo complicata per uno slogan da bar Sport, per cui si preferisce la mappa disegnata a mano dalla propaganda, dove tutto ciò che si muove verso nord è invasione e tutto ciò che sta a sud è problema altrui, con i confini che si spostano a seconda di quanto serve al menu della merda del giorno.
Il bello è che nessuno di questi signori ha mai rimesso piede in un’aula di geografia dopo la maturità, eppure pontificano su flussi migratori ed exclavi coloniali con la sicumera di chi ha letto un tweet scambiandolo per uno studio Frontex.
Alla destra italiana non serve conoscere il mondo, basta e avanza un microfono acceso e un parterre di idioti. Non c’è redenzione in questa storia e nemmeno la soddisfazione di smontarli con i fatti, tanto inventeranno un’altra puttanata già domani, magari scambiando il Sahara per la Padania.
Il problema non è che ignorino la geografia. Il problema è che i loro elettori non devono conoscerla. Infatti, se scoprissero dove sta davvero Ceuta, magari inizierebbero anche a domandarsi dove sono finite le accise, gli aumenti salariali e le TAC.
Molto meglio tenerli occupati con un mappamondo disegnato col pennarello della propaganda per gonzi.
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