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Specchio riflesso

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Francesco Cancellato su Fanpage ha appena stilato il catalogo completo delle scuse del governo Meloni sui conti pubblici farlocchi.

A farla breve qua sopra, per una volta, sono io: l’Italia di Gioggia il Presidento e di Gioggetti, il bocconiano in prestito alla Lega, è a tutt’oggi in procedura d’infrazione per deficit eccessivo (3,1% del rapporto deficit/PIL). Ma cosa significa il mancato rispetto? In pratica una sola cosa: non si può contrarre nuovo debito per il riarmo senza doverlo conteggiare nei vincoli di Stabilità. Dunque non solo meno spesa sociale, ma anche meno armi.

Fatta la sintesi, adesso vado lungo, ma non è colpa mia, perché quello che segue è l’elenco dei colpevoli indicati da Gioggia.

And the winners are:

1. Il Superbonus: colpa di una misura votata, difesa e tutelata dagli stessi partiti di governo quando c’era da lustrare il pelo alla filiera edilizia. Dimenticato. Loro sì, noi no.


2. La guerra in Iran: quella scatenata dal duo pedofilgenocidario Trump-Netanyahu, che questo governo ha difeso strenuamente fino a quando i sondaggi hanno cominciato a sanguinare più della proctorragia.

Nel frattempo la Spagna, senza guerre in casa, crescerà del 2,1% nel 2026. l’Italia dello 0,5%, a essere ottimisti, perché  Gioggetti ci dice che la stima andrà ulteriormente rivista al ribasso. A quanto pare la guerra a Madrid non c’è, ma non si sa mai che questi mattacchioni tirino in ballo il Multiverso.

3. Le regole europee: quelle stesse regole che Meloni firmò il 20 dicembre 2023 definendole “meno rigide e più realistiche” e ottenute “grazie a un serio e costruttivo approccio al negoziato.” Oggi vorrebbe infrangerle. Evidentemente nel 2023 governava la sua sosia, Gioggia Dragoni.

4. Le “manine” di Palazzo: la sinistra infiltrata nelle segrete stanze dell’Istat che si ostina a fornire numeri veri invece di taroccarne un po’ per aiutare la legge di bilancio elettorale di fine mandato. Il tutto ignorando che questo governo è in carica da quattro anni, con la maggioranza più stabile e ampia della storia repubblicana, con Fink e gli altri predoni in attesa dei saldi su ciò che resta del patrimonio pubblico e dei fondi pensione, e con 209 miliardi del PNRR a disposizione, una quantità di soldi che nessun governo ha mai avuto a disposizione per fare crescere il Paese.

Come scrive oggi Andrea Masala, «servirebbe una grande inchiesta parlamentare e giornalistica per capire chi si è mangiato quei soldi senza nessun beneficio pubblico. Non lo faranno perché in qualche modo sono tutti coinvolti in questo paese di interessi senza conflitto».

Risultato: crescita inversamente proporzionale all’ematocrito dei ciclisti. Crisi industriali a raffica. Procedura d’infrazione confermata. Taaac!

E adesso cercano i colpevoli.

Basterebbe uno specchio.

🌹🏴‍☠️

 

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Esimio "signor nessuno", anarcoinsurrezionalista del tastierino, Scienze politiche all'Università, ottico optometrista per campare. Se proprio devo riconoscermi in qualcuno, scelgo De André. Ciclista da sempre, mi piacciono le strade in salita. Ci si vede in cima.
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