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Mille giorni di te e di noi

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Mille giorni di Giorgia Meloni al timone e che cosa abbiamo? Un’Italia che arranca, promesse tradite e un governo che naviga a vista. Tra slogan patriottici, performance da TikTok e supercazzole in salsa evoliana, la realtà supera di gran lunga la satira.

Proviamo a sintetizzare:

– La “rivoluzione conservatrice” tanto sbandierata? Un mix di immobilismo e passi indietro.

– L’economia? Ferma da 24 mesi. In compenso il debito pubblico lievita e l’inflazione fuori controllo aggredisce i portafogli. Nell’Italia giunta al traguardo del terzo anno dell’Era Meloniana è povero anche chi ha un lavoro.

– Le riforme? Parole al vento. Il fisco resta un groviglio che avvantaggia unicamente evasione ed elusione, il lavoro precario dilaga e le piccole imprese annaspano. Intanto i bonus a pioggia servono più a comprare consenso che a costruire futuro.

– Libertà e sicurezza? il vento è gelido: bavagli all’informazione non allineata, attacchi continui alla magistratura e un’ossessione per il controllo che sa di altri tempi. La “sicurezza” è il mantra della destra, ma le strade delle periferie mettono paura. E paura deve avere chi manifesta il dissenso, perché chi non è con loro è contro di loro. Se hai difficoltà a capirlo, si premurano di spiegartelo a colpi di sfollagente, il bonus meloniano abbinato al Ddl Sicurezza.

– Politica estera? Meloni si è venduta come un Winston Wolf al femminile, ma tra gli inchini all’erinni von der Leyen, le strette di mano al genocida Netanyahu e il “dimmi quello che devo fare e io lo faccio” che regola i rapporti con Trump,  con lei l’Italia è il più servile tra i comprimari della politica internazionale. “Risolvo problemi” sarà per la prossima volta.

– Il sociale? Sanità al collasso, istruzione sempre peggio e si vede, dal momento che più un popolo è ignorante e più tende ad amare il suo carnefice. Non parliamo dei giovani che, appena possono, scappano all’estero.

Il “prima gli italiani” che riempiva di bava la bocca della donnamadrecristiana, nei fatti, si è rivelato uno slogan che non riempie le tasche né scalda il cuore. Certo non quello dell’italiano su due che non vota. Però dai, c’è sempre il pd a garantire lunga vita e prosperità a Donzelli, Delmastro e Santanché.

In conclusione, in mille giorni il governo di Meloni hanno dimostrato una sola cosa: il populismo urlato a un gregge di pecore basta e avanza per dare l’impressione di governare. E poco importa se si sparano dati accazzodicane alla convention del novello sindacato di regime. Invece quello che servirebbe è, manco a dirlo, un briciolo di visione, cultura, competenza e tanto coraggio. Tutte cose che mancano alla classe politica del Paese, a destra come a sinistra. Ecco perché questa legislatura arriverà tranquilla alla fine. Con opzione per la replica.

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Esimio "signor nessuno", anarcoinsurrezionalista del tastierino, Scienze politiche all'Università, ottico optometrista per campare. Se proprio devo riconoscermi in qualcuno, scelgo De André. Ciclista da sempre, mi piacciono le strade in salita. Ci si vede in cima.
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