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Le persone tornano sempre dove si sono interrotte

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Ieri un amico che legge le mie cose mi ha fatto notare che gli unici argomenti verso i quali manifesto un interesse che oscilla sempre tra il sarcasmo e la divulgazione sono la politica e le due ruote. Vero!

La stessa persona mi ha consigliato di passare dallo step del sarcasmo ad ogni costo a quello più soft dell’ironia. Sempre a suo dire, dovrei ampliare i miei orizzonti, uscire dalla comfort zone dei due o tre argomenti che conosco (si fa per dire eh!) e, soprattutto,  dovrei smetterla di “attaccare” il campo progressista con la mia “bava corrosiva”.

È per queste ragioni che, a partire da domani, terrò sul blog una rubrica di cucina thailandese in contemporanea con una di epistemologia delle scienze sociali, per allinearmi all’abitudine diffusa del parlare accazzo di cose che non si conoscono.

Sull’unico social che bazzico, vale a dire Facebook, esibirò invece le  plurime lauree conseguite all’Università di Salcazzo e farò unicamente post progressisti/unicornisti ispirati da tutta la bella gente molto più acculturata e mentalmente aperta di me. Quella, per intenderci, che ha superato i vetusti schemi della generazione veteromarxista/cisgender/etero a cui appartengo per spiegare le ali dell’intersezionalità e delle politiche identitarie.

A questo punto le buone maniere e il bonario paternalismo tipici di chi è nato nella famiglia giusta porteranno i baluba come me a riconoscere i propri limiti. Solo dopo il dovuto atto di contrizione e solo se saremo ritenuti degni, ci sarà concesso di approdare, tra un asterisco e una schwa, alle meraviglie della Doughnut Economics, roba anche buona in teoria, ma mai quanto quella pucciata nel caffelatte.

Peccato solo che, dopo colazione, capiti spesso di buttare un occhio alla realtà, quella che ha il brutto vizio di palesarsi nuda, per accorgersi che la cronaca della manifestazione voluta dal PD (a ridaje con la bava!) contro la manovra del governo post fascista che aumenta le disuguaglianze descrive in maniera impietosa una piazza vuota. Poche centinaia i presenti, tantissimi invece i politici e altrettanti i pennivendoli e gli ipergarantiti che discettano sì di povertà, ma di quella altrui. Grande assente il popolo.

Non c’è niente da fare, per me l’unico modo di ritrovare fiducia nell’essere umano è quello di selezionare le frequentazioni.

Vedo in giro un sacco di imbecilli con tre lauree che si credono saputi, ma anche troppi paraculi, cambiacasacca, carrieristi e maestri del self branding per arrivare a fine giornata senza dover ricorrere al Maalox.

I soli rimedi naturali per rendere un po’ più tollerabile la vecchiaia incipiente sono l’ironia, l’autoironia e sempre più spesso il sarcasmo. Altroché smussare!

Se è vero che arriva il momento in cui quelli che sono meccanismi di difesa cadono uno alla volta e si diviene consapevoli di non poter costruire la propria salvezza, né aiutare gli altri a costruire la loro, si può anche dire che con il sarcasmo non solo si può dissimulare la propria incapacità a trovare soluzioni, ma anche opporre un ultimo baluardo a chi o cosa proprio non si riesce a digerire.

Perché l’ironia viene dalla testa ed è più una forma di indulgenza. Al contrario del sarcasmo che viene su dalla pancia, come una sorta di condanna verso noi stessi e gli altri.

È proprio vero che la delusione è un sentimento che non delude mai.

🌹🏴‍☠️

 

 

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Esimio "signor nessuno", anarcoinsurrezionalista del tastierino, Scienze politiche all'Università, ottico optometrista per campare. Se proprio devo riconoscermi in qualcuno, scelgo De André. Ciclista da sempre, mi piacciono le strade in salita. Ci si vede in cima.
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