Ittica Newspolitica italiana

Fenomenologia del PD: da Enrico Letta a Annalisa

2 Mins read

Quello che hanno fatto in Francia domenica scorsa (anche se Mélenchon rischia di trovarsi con il cerino in mano) avremmo potuto farlo noi due anni fa e risparmiarci Cristoforo Galileo Sangiuliano, il ministrocognato e la madama Garnero. Invece no, perché Letta era tutto preso a parlare di ipotesi presidenzialista da Atreju e snobbava il populista Conte.

Ora io capisco che per il nipote del consigliori di Berlusconi, con il curriculum vitae et familiae di chi è nato per stare in cima alla piramide sociale, possa risultare ostico confrontarsi con il leader di un partito che ha prodotto “perle” dello splendore di Giggino Di Maio e Laura Castelli, ma da qui a preferire il caravanserraglio dei fasci ce ne vuole.  E dire che il PD, sempre lungimirante in tema di (ex) leader, aveva fatto rientrare Letta in fretta e furia proprio dal buon ritiro francese perché si battesse anima e corpo contro la minaccia del fascio all’uscio.

Bene, ora il corpo è tornato in Francia – vuoi mai che Macron possa avere bisogno del “Roosevelt” di Pisa per affossare quel rompipalle di Mélenchon – e l’anima non si è mai vista.

Una cosa è certa: la questione della leadership nel PD andrebbe affrontata seriamente una volta per tutte. Cercando di contestualizzare l’inizio della sciagurata involuzione, potremmo datarla a ridosso della Bolognina, quando fu deciso di archiviare il PCI. Ma la vera sterzata l’ha data Renzi, un vero e proprio “rottamatore” dei residui di coscienza di classe o, se preferite, della coscienza in generale.

Oggi il PD, nonostante Schlein cerchi disperatamente di non darlo a vedere salendo su carri e carretti del Pride che sanno molto di “ossessione dell’io” e meno della rivalutazione del concetto di classe e relativo sfruttamento, è di fatto un partito di centrodestra, neoliberista, atlantista, bellicista e filosionista. Si tratta in sostanza di uno dei tanti partiti occidentali di finta sinistra che servono per fungere da finta alternativa, quando non da supporto più o meno volontario, ai partiti di destra.

Dopo aver compiuto una vera e propria Restaurazione del capitale, le élites dominanti hanno scoperto che si potevano attuare politiche di contrazione dei diritti semplicemente attingendo ai nostalgici di svastiche e fasci littori, una banda di rosiconi malcelati pronta tanto a gonfiare il petto di fronte al proprio parterre elettorale di sempliciotti quanto a vendersi alla real politik di von der Leyen e soci in affari.

La difesa della democrazia (il)liberale vale ben più di ogni causa sociale. In un quadro politico generale senza alcuna possibilità di alternanza e senza alcuno spessore sociale di stampo egualitario, se non nella sola sfera dell’identità di genere, confondere la Marsigliese con l’ultima canzonetta di Annalisa è un attimo.

“🎶 Ho visto lei che bacia luiChe bacia lei, che bacia meMon amour, amour, ma chi baci tu? 🎵”

🌹🏴‍☠️

 

 

 

297 posts

About author
Esimio "signor nessuno", anarcoinsurrezionalista del tastierino, Scienze politiche all'Università, ottico optometrista per campare. Se proprio devo riconoscermi in qualcuno, scelgo De André. Ciclista da sempre, mi piacciono le strade in salita. Ci si vede in cima.
Articles
Related posts
elezioniIttica News

"Star Balls"

1 Mins read
In una società distopica che tritura leader politici alla stessa velocità con cui Disney fa uscire spin off di Star Wars, viene…
elezioniEuropaIttica News

La coperta di Liberalinus

3 Mins read
God save the King A ridosso della vittoria dei laburisti nel Regno Unito e in attesa di vedere se gli eredi di…
elezioniIttica NewsRivoluzione Culturale

La faccia come il chiulo parte III

5 Mins read
Macron e la sua corte di turboliberisti targati Amundi possono anche passare per sinceri democratici, richiamare all’unità nazionale e blablabla, ma i…
Entra nella Ittica Community

Non perderti i contributi dei nostri autori e rimani aggiornato sulle iniziative ittiche!