Diggiamolo subito: il governo dei Fardelli d’Italia non è in crisi. È in quella fase che i virologi chiamerebbero di “sintomatologia pre-clinica”, ovvero quella in cui il paziente cammina, va alle fiere, sorride alle telecamere, ma sotto sotto qualcosa non torna.
La Premier Girasagre
A Vinitaly Gioggia ha promesso “massimo sostegno al settore” mentre le esportazioni vinicole italiane calavano del 3,7%. Al Salone del Mobile è andata a fare il punto stampa improvvisato sui rimpatri volontari assistiti, perché quale migliore location di un padiglione di cucine di lusso per parlare di politica migratoria? Oggià.
La strategia è chiara: rubare il mestiere al Girasagre, il pro indiscusso del cazzeggio, quello che ha costruito una carriera su sagre, ruspe, rutti e palchi di provincia.
Il problema è che Matteo ci crede davvero, mentre in Gioggia si vede lo sforzo senza convinzione. E allora le fiere diventano il surrogato del consenso perduto dopo il referendum: quando non sai cosa fare e dire, vai a tagliare nastri.
La Legge di Bilancio 2027 e gli errori di conteggio
Gli sbembli, come sempre, sono il capitolo che dovrebbe far riflettere più di tutti in un ambito business oriented.
Fanpage ha messo il dito nella piaga degli errori di conteggio. Questa è una tradizione consolidata dei Fardelli, sia chiaro: già sulla manovra precedente i rilievi del MEF erano stati pari a 44 errori fatti dalla maggioranza su proposte avanzate dalla maggioranza stessa, creando un grottesco pasticcio istituzionale in cui la maggioranza faceva rilievi a sé stessa. A me vien da ridere solo a scriverlo sul mio blog di nicchia anarconichilista, ma posso immaginare il buon Cancellato che queste notizie le lascia andare documetandole.
Il livello di autolesionismo contabile ha qualcosa di surreale. Ma siccome questi errori non costano voti, perché la gente non legge i bilanci, li subisce, il governo va avanti.
I giannizzeri d’Albania
L’autocertificazione del Direttorio di Gioggia ai resort albanesi è la ciliegina sulla torta del Premiato Istituto Alberghiero di Acca Larentia. Mandare il plotoncino di fedelissimi a dire che “FUNZIONERÀ” è la definizione esatta del farloccopensiero istituzionale.
Vediamo i numeri, che saranno pure un vezzo di noi marxisti demodé, ma fanno sempre un certo effetto. Gioggia aveva promesso 36.000 transiti all’anno. In quasi tre anni i rimpatri andati a buon fine sono stati 83. Ottantatre, cazzo! Il carcere da trenta posti ha ospitato un detenuto per un giorno solo. Il costo dell’operazione: 650 milioni in cinque anni, con altri 70 milioni stanziati nella manovra 2026. Fate voi che siete più studiati di me il rapporto costo/rimpatrio: vi viene un numero che fa più ridere di una pièce del duo tragicomico Bignami&Donzelli.
La delegazione di FdI è tornata dall’Albania per dire che il resort funziona come i treni in Giappone, che è pieno e che sono tutti pericolosissimi. Nel frattempo la legge non permette espulsioni dirette dall’estero, quindi chi viene “esportato” in Albania va prima riportato in Italia. Una gita inutile e costosa, appunto.
Il cerchio si chiude, anche se i Fardelli non sono in grado di disegnarne uno nemmeno con l’aiuto del proverbiale bicchiere: si spendono soldi pubblici per portare gente fuori dall’Italia, per poi riportarla in Italia, per poi eventualmente mandarla via dall’Italia. Kafka aveva meno fantasia.
Marina la Zarina
Qui si apre lo scenario più interessante e, potenzialmente, il più destabilizzante per la coalizione. Il lungo incontro del 10 aprile a Cologno Monzese, circa quattro ore, con Marina, Pier Silvio, Gianni Letta e vassallame vario, ha sancito la fine della gestione Barelli e un cambio di rotta che molti osservatori leggono come un commissariamento di fatto della segreteria Tajani.
L’obiettivo, nell’ottica di una lettura più politica e meno patinata, sarebbe quello di rafforzare il profilo liberale di FI e distinguerlo maggiormente dagli alleati di governo, a partire proprio da Gioggia. Per chi un pochino bazzica queste cose, il riposizionamento d’area andrebbe nella direzione del recupero di consensi nell’area centrista.
Marina non sta facendo politica: sta costruendo eredità. Vuole che il partito del padre non sia fagocitato da Gioggia nel medio periodo. Il problema è che i congressi regionali sono stati congelati per volere della famiglia Berlusconi, con il timore che Tajani possa utilizzarli per blindare la propria posizione. Un partito i cui congressi vengono sospesi dalla proprietà non è un partito: è un franchise.
La sinistra (dis)unita in soccorso
E qui, come sempre, arriva il salvagente provvidenziale. Con un centrosinistra strutturalmente incapace di capitalizzare qualsiasi crisi della maggioranza, i Fardelli dormono sonni tranquilli. Infatti la sinistra da salotto continuerà a svolgere il suo ruolo di sponda esterna producendo analisi, appelli antifascisti, dirette Instagram da fare invidia a Strehler. Quella più pragmatica sta giù generando il clone di Renzi con la gnagna.
Intanto il consenso di Gioggia si erode lentamente, ma senza che vi sia un’alternativa credibile in vista.
Repetita adiuvant
Eccoci al punto: il Meloni 2 è tutt’altro che impossibile. È però sempre più condizionato da variabili che non è più Gioggia a controllare: il supporto mediatico di FI, la fedeltà del Girasagre, l’economia che non cresce, i conti che non tornano. Il governo dei miracoli mancati arriverà a fine legislatura, ma non cadrà. Mi ci gioco la fede granata! Se dovessi avere torto, sappiate comunque che non andranno giù per i loro errori, ma per combinazione di logoramento e incidente.
Per ora manca l’incidente.
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* Tutte le informazioni su numeri e situazioni che vanno oltre il mio solito sarcasmo sono frutto di documentazione stoica, tra le sette e le otto del mattino, reperita da organi d’informazione che sono, a mio insindacabile giudizio, sicuramente più attendibili dei fogli di Angelucci.
Per i riscontri fattuali e le immagini di copertina sia benedetta l’AI.
Lo story telling, gli sforzi sinaptici, la sintassi e la semantica invece sono rigorosamente homemade.

