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Campo minato

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Ieri ho scritto sul nastro trasportatore della merda che le primarie del centrosinistra mi interessano quanto la trama di un porno con i nani. Non è una provocazione. È una valutazione tecnica. Nessuno guarda il porno per la storia. E nessuno segue le primarie del centrosinistra per capire cosa cambia. Si guarda per capire se il porno, oltre ai nani, ha anche qualche scena maso. Eccome se ne ha!

Il No ha vinto. Bene. Non è certo un merito di Schlein e Conte se Meloni ha fatto la cosa più stupida della sua carriera ovvero trasformare un referendum tecnico sulla magistratura in un plebiscito su sé stessa. E gli italiani le hanno detto NO. Non per convinzione. Per ipertrofia delle gonadi.

Giorgia Antonietta si è azzoppata sul campo minato di chi sa cosa vuole, ma non ha studiato abbastanza da meritarselo. Invece i fenomeni del Campo Largo paiono quelli che hanno la mappa degli ordigni, ma a differenza di Giorgia non sanno né cosa vogliono né cosa non vogliono.

Partiamo da loro, i “vincitori”.

Da un lato c’è Maria di Ginevra. Doppio passaporto, famiglia colta, università americana, un po’ di rodaggio come groupie di Obama, poi Bruxelles, infine Roma. Arriva a guidare la sinistra italiana con l’aria di chi ha letto i libri giusti, frequentato le persone giuste e non ha mai dovuto scegliere tra l’affitto e la spesa. Non è colpa sua. Nessuno sceglie dove nascere. È colpa del partito che l’ha cooptata e ha deciso che la sinistra italiana, quella della nazione con il più alto tasso di working poor dell’Europa occidentale, la stessa in cui i figli guadagnano meno dei padri, doveva avere alla guida una che il precariato lo conosce attraverso i rapporti OCSE*.

Risultato: vinci il referendum grazie ai giovani che si sono mobilitati al di fuori del tuo partito, a residuati del passato come il sottoscritto che non ti cagano di pezza e proponi le primarie. Le primarie! Come se il problema fosse la testa e non il corpo. Come se la classe che è stata abbandonata nelle paludi della povertà dall’autoreferenzialità parolaia della fintosinistra stesse aspettando una supercazzola per tornare a sentirsi rappresentata. Come se bastasse un po’ della solita retorica antifascista per dare sostanza a un progetto politico che non esiste. Mi spiace, ma voi siete quelli che hanno svenduto la visione di un mondo migliore in cambio di un posto ai tavoli giusti, nelle stanze giuste, con le persone giuste. Siete fuori tempo massimo.

Dall’altro lato c’è “Giuseppi”, l’Avvocato del Popolo. La sua strategia è il continuo riposizionamento. E un po’ funziona, perché intorno cadono tutti mentre lui resta lì, con quella faccia un po’ così di chi non ha mai detto una cosa vera e non ne ha mai detta una abbastanza falsa da affondarlo. Non è Padre Pio, di cui è seguace, ad aiutare Conte a rimanere a galla, ma il sughero con cui sembra essere fatto.

Nel frattempo the Queen from Garbatella ride. Un metro e un barattolo, borgata romana, autostima di Godzilla.

Ha vinto lei.

Non il referendum, quello lo ha perso. Ha vinto sul gioco lungo. Perché mentre il Campo Largo festeggia una vittoria senza programma, lei è sempre un passo avanti. Mentre Maria di Ginevra propone le primarie, Giorgia Antonietta sta già contando i voti che le arriveranno quando il centrosx imploderà.

Perché il centrosx implode sempre. È la sua natura.

*https://ittica.org/ma-come-viene-bene-in-foto-la-sinistra/

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Esimio "signor nessuno", anarcoinsurrezionalista del tastierino, Scienze politiche all'Università, ottico optometrista per campare. Se proprio devo riconoscermi in qualcuno, scelgo De André. Ciclista da sempre, mi piacciono le strade in salita. Ci si vede in cima.
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