Meloni scopre che avere una corte di impresentabili patologici ha un costo. Lo scopre tardi e lo scopre nel modo peggiore: Delmastro che esiste, Bartolozzi che non riesce a stare zitta e Santanchè che ha trasformato l’evasione fiscale in lifestyle brand. Tre imbarazzanti monumenti alla selezione avversa che governa questo paese da trent’anni e più.
E la faina cosa fa? Li molla. Li offre in sacrificio al tritacarne mediatico per far sembrare che il fasciobosco sia sano. È l'”Operazione Nuovo Imene” per sembrare almeno per cinque minuti una statista.
Non funzionerà.
Non funzionerà perché il problema non è Delmastro. Non è Bartolozzi. E non è neppure Santanchè. Il problema è l’intero castello: il progetto, le fondamenta, l’idea che si possa governare con la fedeltà come unico criterio di reclutamento e la propaganda come unico strumento di governo.
I Fardelli d’Italia sono una struttura clientelare travestita da movimento patriottico. Lo erano quando stavano all’opposizione, lo sono adesso che si sono imbullonati alle poltrone. Sacrificare qualche pedina non cambia l’architettura.
Da più parti si invocano, inutilmente, le dimissioni di Gioggia. Sapete che farei io, se fossi alto un metro e un barattolo ma con l’autostima di Godzilla? Dimissioni e redde rationem. Sfida aperta e dura. “Non mi volete? Bene. Ditemelo alle urne”.
Vedere al governo il PD e i 5* sarà uno sballo. Io nel dubbio passo al Lidl. Corsia snack.
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