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Calamity Giorgia

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Perfetto. Ieri Piazza Affari ha segnato un -2,2%, lo spread sale più di Pogacar, il Medio Oriente brucia e c’è chi pensa di combattere la speculazione con le accise a tempo determinato. Allora ecco il gioco delle tre carte, versione Saloon Chigi: la colpa è sempre altrove.

Se l’economia rallenta, è colpa dei magistrati e dell’Europa.

Se i salari fanno schifo, è colpa dei magistrati e del mercato.

Se l’ amichetto del cuore yankee ci infila dritti nella WWIII, è colpa dei magistrati, della Storia, del Destino e dei pianeti non allineati.

Colpa di Giorgia? Mai. Lei è Immacolata come un santino della Vergine, ma con le mani nel mazzo truccato a distribuire carte farlocche per far credere che il gioco sia ancora aperto.

Intanto la “ggente” – quella vera, non quella evocata nei comizi o con le paccate di bot acquistate dai suoi social media manager – inizia a fare una cosa pericolosissima: unire i puntini.

Perché puoi raccontarla una volta, due, dieci. Ma quando il carrello resta mezzo vuoto e lo scontrino è più pesante della spesa, quando il lavoro non basta e la dignità si paga a rate, quando la guerra diventa sottofondo permanente, anche chi lascia il cervello spento sul comodino incomincia a chiedersi dove cazzo sia la presa.

Allora sì che il castelluccio scricchiola. Certo non crolla, perché il potere è resiliente e pieno di appigli che portano dritti al premierato forte e a ‘Gnazzio Benito Presidente della Repubblichina. Però scricchiola. Solo che il suono non lo copri con il rumore bianco dei comunicati stampa.

Il punto non è se cadranno domani. Il punto è che hanno la stessa credibilità di Rocco Siffredi in un convento. E quando perdi il monopolio della narrazione, hai già perso metà della partita. L’altra metà la perdi quando si insinua la paura che il baro ti abbia rifilato una coppia di cinque.

Il programma. Facciamo un attimo questo esercizio tutti insieme “e allora ripetete con me” (cit. Augusta Montaruli).

Nel programma c’era il taglio delle tasse. Non pervenuto.

Nel programma c’era il blocco navale. Invece i barchini continuano ad arrivare e i Piùmeglio costruiscono i resort in Albania per fare vetrina. Risultato: un miliardo di sbembli spesi e zero risultati. Ah sì, è colpa dei giudici.

Nel programma c’era la pace in Ucraina risolta in ventiquattr’ore dal Mega Maga Boss. E invece dall’Italia il volo di stato si alza per cambiargli il pannolone quando alza la cornetta perché Melania ha fatto tardi con l’istruttore di golf. Da Melania a Melonia: che problema c’è?

Nel programma c’era pure la difesa dei lavoratori italiani. Peccato che gli stipendi siano i più bassi d’Europa. Dettagli. Quisquilie. Pinzillacchere.

Ogni promessa non mantenuta diventa colpa di qualcun altro.

Questo è il mestiere vero di Calamity Giorgia. Mescolare il mazzo, distribuire responsabilità, mentre tu che l’hai votata stai lì a guardare come un fesso la mano che non hai chiesto.  La colpa è dei mercati speculativi. La colpa è dell’Iran. La colpa è dell’eredità di Draghi, di Conte, di Garibaldi che ha fatto male l’Unità. La colpa è dell’Europa che ce lo impone. La colpa è di chi critica, di chi dissente, di chi la percula perché non ha la laurea. La colpa è dell’egemonia culturale della sinistra.

Mai la sua.

La sua non c’è mai. In compenso la sua poker face da torneo a Las Vegas fa tremare i giocatori più incalliti.

Però dai Giorgia, ammettilo, sei lì da tre anni. Tre anni in cui ogni mattina ti svegli da Presidente del Consiglio, con tutti i ministeri, tutti i decreti, tutta la macchina dello Stato a tua disposizione. E ogni sera vai in TV a spiegare perché non è colpa tua. Se una cosa ti va riconosciuta, è che ci vuole un talento per trasformare tre anni di potere assoluto in tre anni di opposizione permanente a sé stessa. È la cosa più riuscita di questo governo: essere sempre, contemporaneamente, al governo e contro il governo. Il resto — gli stipendi, la borsa, la pace, i mutui, la sanità, la scuola — quella è roba che si aggiusta con una crociata contro qualcuno.

E allora fidatevi di uno che sta sempre dalla parte sbagliata. Il momento del baro arriva sempre. Presto o tardi un cowboy incazzato si alza e spara.

Ci si vede fuori dal saloon con le pistole cariche di No.

Bang Bang! Seccata!

🌹🏴‍☠️

 

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Esimio "signor nessuno", anarcoinsurrezionalista del tastierino, Scienze politiche all'Università, ottico optometrista per campare. Se proprio devo riconoscermi in qualcuno, scelgo De André. Ciclista da sempre, mi piacciono le strade in salita. Ci si vede in cima.
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