Eccallà! La trinità della cazzo-governance italiota appostata nel bosco come in un horror di serie B. E, almeno nelle mie seghe mentali anarcocinefile, Samara, Jason e Freddy non stanno lì per caso, perché il genere horror ha almeno la decenza di ammettere che i mostri esistono.
A sinistra, col cappellino da Bimbo Gigi, che è la metafora più onesta della sua carriera politica, il Girasagre: il sorriso sornione da venditore porta a porta di ponti, decreti sicurezza e si va a comandare tra i baluba di Pontida.
Al centro Lei, Gioggia il Presidento: lo sguardo da Giovanna d’Arco incompresa che governa come se stesse ancora recitando nel cortile di Colle Oppio. Solo che adesso le recite costano tasse, diritti e quel poco di dignità che ancora avanzava nella Costituzione.
A destra, Nonno Nanni con l’ascia, uno che non ha bisogno di presentazioni perché lui le presentazioni le ha già fatte tutte. In ogni governo dal Cretaceo in poi, ineluttabile come e più di Thanos, ha sempre risposto “presente” alzando il fasciobraccino.
Sopra di loro, Pennywise. Che però, va detto, rispetto a questi tre ha il vantaggio di non fingersi altro.
Benvenuti nel Fasciobosco. Il referendum è tra quattro giorni. Loro adorano Tolkien e noi gli portiamo un cabina un NO. Un NO per illuminarli. Un NO per trovarli. Un NO per ghermirli e nel buio incatenarli.
Ma un suka va anche bene.
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