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E allora il genocidio delle vetrate ?

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DonnaMadreCristianaSaintGobain ci informa, con tono apocalittico, che a Milano durante la manifestazione di lunedì si è compiuto il pogrom dei vetri.

Per chi fosse sempre un po’ attratto dalle boiate propagandistiche di questo governo, ricordo che siamo nel Paese in cui ogni derby calcistico fa più danni a vetrine e auto di quanti ne abbia combinati la folla di oltre mezzo milione di “pacifinti”, “facinorosi” e “zecche rosse” che ha sfilato in tutta Italia.

Secondo la narrazione di TeleMeloni, la tragedia va cercata nel quartetto di lastroni andati in frantumi e non nelle squallide figure del Girasagre, intento a praticare rimming sulla tv israeliana, e di Tajani che balbetta minchiate dalla Berlinguer. Viene quasi da pensare che, senza il martirio delle vetrate, la protesta non avrebbe neppure meritato spazio nei titoli.

E così, mentre il dibattito pubblico si accoda al referto del vetraio e la sciocchina Schlein cade nella trappola della polemica tesale da Giorgia Rommel, la Volpe di Palazzo Chigi, nessuno si interroga sulle ragioni vere della piazza.

Il copione dei pronipoti del duce è sempre il solito: sminuire la sostanza per esaltare l’aneddoto, trasformando quattro schegge in “caos urbano”.

Quello che sta succedendo nel Paese è che le coscienze iniziano un timido risveglio dal Matrix meloniano. E chi se ne fotte se si incomincia dal boia genocida Netanyahu e non dai dieci milioni di italiani povery, da qualche parte bisognerà pur partire. Invece per le scimmiette a libro paga dei teocon MAGA&affini l’unico rumore che resta è quello di un cristallo che cade a terra. Perfetto per chi vuole ridurre la politica a cronaca da portineria per rimandare il riconoscimento della propria inettitudine.

Intanto c’è chi lunedì giura di aver visto un gruppo di infissi rifugiarsi da Leroy Merlin, spaventato dai cori degli odiatori dei maestri di Murano.

🏴‍☠️🌹

 

 

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Esimio "signor nessuno", anarcoinsurrezionalista del tastierino, Scienze politiche all'Università, ottico optometrista per campare. Se proprio devo riconoscermi in qualcuno, scelgo De André. Ciclista da sempre, mi piacciono le strade in salita. Ci si vede in cima.
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