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Cโ€™รจ chi gioca a tennis, chi colleziona francobolli e chi, come la ministra Roccella, colleziona usi impropri della Storia. Lโ€™ultimo? Tirare in ballo le gite scolastiche ad Auschwitz per spiegare ai ragazzi cosโ€™รจ la โ€œrieducazioneโ€. Come se il lager fosse un centro estivo per lโ€™anima, una tappa formativa tra il Museo Egizio e Gardaland.

Cโ€™รจ un momento in cui la Storia smette di essere memoria e diventa una sorta di gadget. Le parole di Roccella, usate come grimaldello ideologico per parlare dโ€™altro, per spingere sull’acceleratore dellโ€™ennesima crociata culturale contro un nemico immaginario, sono inqualificabili e indegne persino per un personaggio di questo governo.

รˆ la solita operazione: prendere un simbolo sacro, intoccabile per il dolore totalizzante che contiene, e trascinarlo nel fango del dibattito politico quotidiano. Peccato che Auschwitz non sia una metafora. Lungi dall’essere un luogo da usare come esempio per le proprie guerre culturali, รจ invece un monito assoluto, un buco nero nella coscienza dell’Europa che chiede rispetto.

Come ha scritto questa mattina lo storico e amico Carlo Greppi, ยซse il fascismo non avesse dominato lโ€™Europa, il secolo scorso, la Shoah, il Porrajmos e gli altri stermini degli anni Quaranta semplicemente non ci sarebbero stati. Lapalissiano, si dirร . Lo รจ anche per questa inqualificabile destra nata dal brodo razzista e antisemita del Novecento e che ora si spertica a dimostrarsi โ€œamica degli ebrei e di Israeleโ€, ovviamente. Ma il loro obiettivo รจ palese: continuare lโ€™opera di defascistizzazione del fascismo che in fondo, in confronto a โ€œcerta sinistraโ€ โ€“ ma anche in generale, dai: ammettiamolo! โ€“ non era poi cosรฌ maleยป.

E allora, quando una ministra smette i panni di chi dovrebbe garantire lโ€™educazione alla cittadinanza e alla memoria, compiendo una squallida operazione ideologica, il risultato รจ una violenza sulla rappresentazione di Auschwitz che pesa almeno quanto lo schifo che suscitano i negazionisti della Shoah.

Le gite scolastiche ad Auschwitz non servono a rieducare i ragazzi a un pensiero unico, guarda caso di sinistra, come Roccella e i nipotini del salame appeso insinuano. Servono a mostrare dove conduce lโ€™odio quando diventa sistema, quando la politica smette di essere confronto e diventa persecuzione.

รˆ con i bigotti retrogadi e la marmaglia nostalgica che si rischia di tornare ad Auschwitz, ma questa volta non in gita: nei vagoni piombati.

๐ŸŒน๐Ÿดโ€โ˜ ๏ธ

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Esimio "signor nessuno", anarcoinsurrezionalista del tastierino, Scienze politiche all'Universitร , ottico optometrista per campare. Se proprio devo riconoscermi in qualcuno, scelgo De Andrรฉ. Ciclista da sempre, mi piacciono le strade in salita. Ci si vede in cima.
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