Toccarsi o sfregarsi il naso di continuo, occhi sgranati e pupille dilatate, smorfie, movimenti facciali involontari, agitazione psicomotoria. Sono comportamenti che possono avere spiegazioni assai diverse: stimolanti, ansia, tic, farmaci, disturbi del movimento o semplicemente una giornata di merda. Insomma, da un video non si fa una diagnosi e da una faccia non si ricava un referto tossicologico. Al massimo ci si ricava una cazzata da social.
Poi ci sono quelli che sostengono che Gioggia “tiri” più di un’idrovora.
Io non lo so, non mi interessa e, soprattutto, non ho nessuna intenzione di fare il tossicologo da tastierino. A me interessano altre cose.
Ad esempio, mi preoccupa l’idea che un governo funzioni semplicemente perché è stabile.
Mi preoccupa la predisposizione dei Fardelli per il fantasy, dove evidentemente la realtà non offre abbastanza materiale e allora bisogna inventarsene una in cui Mordor sembri Rivendell.
E mi preoccupa soprattutto quello zoccolo duro di analfaby, furbetti del quartierino e nostalgici del pendolo di Piazzale Loreto ai quali quest’Italietta piccolo-borghese, egoista e permanentemente incazzata con chi sta peggio, va benissimo così com’è.
Spostiamoci per un attimo da Tolkien alla realtà: secondo Fondazione GIMBE, nel 2025 l’Italia ha destinato alla sanità pubblica il 6,2% del PIL, contro il 7,1% della media europea. Siamo ultimi tra i Paesi del G7. Dietro le percentuali, però, ci sono le persone. Nel 2024 5,8 milioni di italiani hanno rinunciato a visite specialistiche o esami diagnostici.
Dopo quattro anni di governo dei Fardelli, la sanità pubblica continua ad arretrare e milioni di persone restano senza le cure di cui hanno bisogno.
Perché alla fine il problema non è quello che Gioggia si mette nel naso.
È quello che mette nel Paese.
🌹🏴☠️

