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Il Marchese del Brillo

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Quelli tra voi che hanno avuto la fortuna di staccare la spina molto probabilmente sono agli ultimi scampoli di vacanza e così, per non intristirvi troppo con la macelleria israeliana o quella ucraina o con gli altri cento e passa conflitti in corso nel mondo*, oggi si vola leggeri con un evergreen, il duo Lollobrigida e Meloni.

Lui, il ministro dell’Agricoltura che sull’agricoltura sa tutto, a patto che cresca in bottiglia e che riporti doverosamente sull’etichetta “l’acqua fa male, il vino fa cantare”. Lei, la statista per caso: voce impostata che sembra il doppiaggio di un cartone giapponese anni ’80 tipo Goldrake disegnato in Garbatella.

Tutte le volte che bisogna sviare dal nulla farcito di propaganda che caratterizza il governo dei patrioti per procura, #donnamadrecristiana manda in campo l’ineffabile Lollo, il Maradona della cazzata. Quello che ad ogni intervista sembra avere un cantiere aperto in bocca, ma senza uno straccio di geometra a coordinare i lavori.

Uno come Lollo, in un paese appena sopra la soglia della decenza in politica, probabilmente starebbe attaccato allo spinotto del Matrix crogiolandosi nel sogno di essere un ministro. Invece quello che sembra un copione delle sorelle Wachowski è la realtà e il Neo de noantri è davvero un ministro.

 Da top player indiscusso nel ranking del travisamento della realtà, il ministro(ex)cognato non fa in tempo a dare il buongiorno che già scivola su una buccia di banana concettuale. Dal piano di sostituzione etnica, che nemmeno nei deliri del “miglior” Borghezio, fino ai commenti sulla dieta mediterranea, sui poveri che mangiano meglio dei ricchi e sull’acqua che va bevuta con moderazione, il nostro supereroe della minchiata dice tutto quello che gli passa per la capoccia come un trattore senza freni che ara un campo in discesa. La costante è sempre la stessa: un’uscita più stonata di un acuto di Achille Lauro a cui fa seguito un comunicato stampa di rettifica. E la rettifica suona ancora peggio.

Il paradosso, badate bene, è che Lollobrigida non è un provocatore di professione: è proprio convinto di dire cose sensate. Infatti più si accolla figure demmerda, più rivendica di essere stato frainteso, come se la lingua italiana esistesse con l’unico scopo di complottare contro di lui.

Il risultato è che, mentre l’Italia affoga nel pantano di ignoranza che ha permesso ai nipoti del salame appeso di affermarsi, Lollo si ritrova spesso in prima pagina, ma per ragioni che nulla hanno a che vedere con il suo dicastero. A meno che per “coltivare” non intenda gaffe in serie.

L’aspetto più surreale è che ignoranza e superficialità non sono manco lontanamente un limite nel governo Meloni e tra i Fozza Gioggia, anzi: è come se ogni scivolone rafforzasse il ruolo di chi la spara più grossa aumentando di conseguenza il parterre di fanlocefali plaudenti.

Qualcuno avvisi Bocchino, Bignami, Giuli e gli altri fenomeni semantici del governo che, se vogliono almeno sperare nel podio, devono impegnarsi di più. Purtroppo per l’oro non c’è speranza.

*https://www.oxfamitalia.org/guerre-attuali-nel-mondo/#:~:text=Quali%20paesi%20sono%20in%20guerra,diritti%20umani%20e%20disuguaglianze%20storiche.

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Esimio "signor nessuno", anarcoinsurrezionalista del tastierino, Scienze politiche all'Università, ottico optometrista per campare. Se proprio devo riconoscermi in qualcuno, scelgo De André. Ciclista da sempre, mi piacciono le strade in salita. Ci si vede in cima.
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