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Luigi delle Bicocche

Quella che non si capisce un cazzo quando parla. E poi Landini, Fratoianni, Bonelli e naturalmente la coatta con la sua narrazione favolistica di piena occupazione, manco fossimo la Svizzera. E ancora il suo seguito di parenti e amici nostalgici, gente che vilipende il lavoro con le lauree comprate al solo scopo di giustificare, almeno formalmente, la presenza in posizioni apicali di governo.

Ecco, il solo pensiero che il Primo Maggio io potessi avere qualcosa da condividere con la ciurma di cui sopra mi mandava ai matti. Pertanto ho massimamente apprezzato la scelta di chi ha vissuto la Festa dei Lavoratori fuori da ogni corteo.

Lo so, avrei dovuto aggregarmi a quello che ritenevo essere il meno peggio, sventolare la mia brava bandierina tricolore, chiamarvi compagni e giocare il jolly della pashmina rosso ZTL applicando tutto il corredo dell’antifascismo di maniera pure alla Festa dei Lavoratori. Purtroppo voi, la bella gente di sinistra, state incominciando a starmi sul gozzo almeno quanto i pigiama palazzo di Queen Underdog. Infatti quando mi capita di incrociarvi, pronti a vendermi la vostra dose di  paternalismo borghese, sono io a girarmi per primo dall’altra parte.

Oh, l’epifania, quando arriva, arriva! La mia si manifesta spesso e volentieri facendomi sentire meno solo in compagnia dei miei pensieri rispetto a quando mi sento circondato dall’ipocrisia. Del resto l’anarchico, serve ricordarlo in questi tempi di autoreferenzialità parolaia, oltre ad essere il più grande ribelle dell’umanità, ha pure il vanto di essere un re. Il re di sé stesso s’intende. E per uno che lotta tutte le ore per la pensione cercando di sopravvivere al suo mestiere, credetemi, non è poco.

Belli voi.

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