Oggi è la volta di un contributo di Daniele Vico. L’argomento “cooperazione e piattaforme”.
L’articolo è tratto dal numero 3/2020 di Pandora Rivista, noto spazio di approfondimento online e cartaceo. Pandora parla del presente attraverso una rete diffusa di giovani come Daniele. Lo scopo è quello di “ripensare lo spazio pubblico, le forme della cultura e le modalità della partecipazione” attraverso forme di analisi che fanno perno sull’interdisciplinarietà e sulla trasversalità.
Abbiamo chiesto a Daniele di regalare al blog un cappello introduttivo al suo articolo e lui non si è fatto pregare.
Buona lettura di entrambi.
«Nei giorni scorsi, grazie anche allo sciopero nazionale dei rider, si è parlato molto delle problematiche e delle dinamiche delle grandi piattaforme di delivery. Effettivamente si tratta di un settore che, come molti altri settori appartenenti alla cosiddetta “platform economy”, è sotto-regolato, sotto-pagato e sotto-tutelato. Nell’economia capitalista, queste problematiche sono quasi una costante per i “nuovi lavori”, soprattutto se individualizzati e de-materializzati, a causa del delay strutturale che c’è tra la comparsa di queste nuove forme di rapporto tra capitale e lavoro e lo sviluppo di legislazione a riguardo.
Tuttavia non tutto è marcio nel paniere. Nell’ambito della cosiddetta “economia sociale e solidale” stanno nascendo diverse esperienze di piattaforme collaborative, che offrono gli stessi servizi delle grandi piattaforme ma si basano su principi e presupposti diversi: la generazione di welfare locale, la giustizia sociale e ambientale, il peer-to-peer, l’open source, ecc. Queste esperienze funzionano, sono all’avanguardia e mostrano un modo diverso, più giusto e sostenibile, di pensare la platform economy. Il mondo delle cooperative italiane è molto vivo e interessante in questo senso, e questo articolo per Pandora Rivista vuole contribuire a raccontarlo.»

